Valanga in Valmalenco. Inchiesta aperta: subito sentito il sopravvissuto
I soccorritori nel punto in cui si è staccata la valanga che ha ucciso i due scialpinisti

Valanga in Valmalenco. Inchiesta aperta: subito sentito il sopravvissuto

Si indaga sulla tragedia dello Scerscen. Autopsia domani sui corpi delle due vittime

Due persone morte e una salva per miracolo: ovvio che la Procura voglia (e debba) andare fino in fondo per accertare come siano andate esattamente le cose. Sulla tragedia capitata venerdì in Alta Valmalenco è stato aperto un fascicolo in Procura. Un atto dovuto, anche soltanto per rispetto delle vittime. Luciano Bruseghini e Pietro Luigi Pellegrini hanno perso la vita pochi istanti dopo essere stati travolti da una valanga a 3mila metri di quota in Alta Valmalenco, alle pendici delle Scerscen, venerdì a mezzogiorno. A dare l’allarme mettendo in moto la macchina dei soccorsi, Roberto Lenatti, l’amico che era con loro e che è scampato per un soffio alla tragedia. Un miracolato, se non fosse per il dolore insopportabile di aver visto morire i due amici senza poter fare niente per strapparli al proprio destino. Lenatti, classe ’53, è già stato sentito dai Carabinieri, che indagano sulla vicenda assieme agli uomini del Sagf della Guardia di Finanza che si sono occupati degli atti urgenti. Lenatti, ancora sotto choc, ha spiegato ai militari che a travolgere la comitiva è stato un lastrone di neve staccatosi dall’alto Uno degli accumuli formatisi nei canaloni nei giorni scorsi per il vento e non ancora staccatosi per il rialzo delle temperature. Nei prossimi giorni, molto probabilmente, sarà sentito ancora dagli inquirenti. Intanto il sostituto procuratore Elvira Antonelli ha disposto che venga effettuata l’autopsia sul corpo dei due scialpinisti che hanno perso la vita. L’esame è fissato per domani e soltanto quando si sarà concluso potrà essere concesso il nullaosta alla sepoltura. Almeno per il momento, non risulta che ci siano persone indagate per la valanga. D’altra parte, in base agli elementi emersi finora e al racconto dell’alpinista sopravvissuto, l’accumulo di neve che ha travolto la comitiva si trovava più in alto rispetto a tutti e tre e nessuno stava passando di lì in quel momento. Un distacco del tutto spontaneo, insomma, provocato dalle temperature incredibilmente elevate che si sono registrata in quota nella parte centrale della giornata di venerdì.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti (0) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare