«Una risposta alle esigenze dei cittadini»  Da maggio in funzione il Punto famiglia
L’incontro in Comune

«Una risposta alle esigenze dei cittadini»

Da maggio in funzione il Punto famiglia

Firmata l’intesa fra Comune di Livigno, l’Asst della Valtellina e Alto Lario e Comunità montana. Saranno presenti una psicologa e un’assistente sanitaria. «Basta con le trasferte a Bormio».

Da maggio, con apertura il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 16, al secondo piano della Casa della sanità di Livigno sarà in funzione il “Punto famiglia”, uno sportello nel quale una psicologa e un’assistente sanitaria di Asst ValtLario saranno a disposizione dei cittadini che ne faranno richiesta. Figure che lavoreranno a stretto contatto e in modo integrato con l’assistente sociale dell’Ufficio di piano del territorio e in raccordo con i servizi Asst del presidio territoriale di Bormio, ovvero col consultorio famigliare, il servizio di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, il servizio vaccinazioni, il servizio dipendenze e il centro psicosociale.

Il Punto frutto dell’accordo siglato ieri nella sala consiliare fra il Comune, l’Asst della Valtellina e dell’Alto Lario e la Comunità montana Alta Valtellina di Bormio per fornire maggiori servizi in una località decentrata e densamente popolata come Livigno, con nascite annue da top nazionale ed età media molto bassa. Il progetto è sperimentale.

«Il Punto famiglia sarà uno spazio di riferimento per l’intera comunità - ha detto il sindaco Damiano Bormolini -. Ringrazio l’assessore ai Servizi sociali, Romina Galli, per il grande lavoro che ha portato a questo risultato. Eviteremo ai nostri concittadini le trasferte a Bormio».

Una presenza di Asst sul territorio per la quale il direttore generale, Giusy Panizzoli, ha elogiato il Comune: «Un grazie di cuore perché non è facile trovare amministrazioni comunali così sensibili. Il Punto famiglia non rappresenta una arrivo, ma l’inizio di un percorso per portare altre prestazioni socio sanitarie a Livigno. Il protocollo è stato molto impegnativo perché si è partiti dal nulla. Andiamo ad introdurre, nella Casa della sanità di Livigno, in linea con le richieste pervenute dal territorio, prestazioni socio sanitarie al fianco di quelle tipicamente garantite dagli specialisti ospedalieri. Con l’obiettivo di andare a dare compimento alla realizzazione del Presst, Presidio socio sanitario territoriale. Tutti i cittadini interessati potranno rivolgersi liberamente, in modo gratuito, e senza bisogno di alcuna ricetta del medico curante, al Punto famiglia, raggiungendo la Casa della sanità direttamente, nei giorni stabiliti o telefonando anticipatamente. ». Soddisfazione anche da parte del presidente della Cm, Raffaele Cola: «È una bella giornata perché rappresenta l’inizio di un percorso virtuoso, quando ci si incontra i risultati sono positivi». Ha lavorato sodo per giungere all’obiettivo l’assessore ai Servizi sociali Romina Galli: «È stato fatto un lavoro di ricognizione con Asst e sarà offerto un servizio rispondente alle necessità». «È un progetto sperimentale che durerà un anno -spiega il direttore socio sanitario di Asst ValtLario, Rosella Petrali, affiancata da Massimo Tarantola, direttore dei servizi territoriali di Asst -. Il Punto famiglia sollecitato dall’assessore Galli è un esempio di integrazione fra mondo della sanità e Comune. Abbiamo conosciuto il territorio di Livigno e daremo risposte di grande professionalità».

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