«Termina qui il mio impegno volontario   Il Parco delle incisioni chiude i battenti»
Il Parco delle incisioni rupestri all’ombra del castello di Grosio

«Termina qui il mio impegno volontario

Il Parco delle incisioni chiude i battenti»

Grosio, il presidente Alessandro Deriu getta la spugna in mancanza di risorse certe. Il Comune di Grosotto non vuole più il consorzio di gestione, ma su questo non c’è accordo.

Ha fatto gratuitamente la guida nel fine settimana accompagnando i turisti alla scoperta delle incisioni rupestri, ha falciato e di tasca sua paga pure la bolletta telefonica del consorzio, visto che non ci sono soldi. È uno straordinario atto di amore verso il Parco delle incisioni rupestri di Grosio quello del presidente Alessandro Deriu, che pur di soddisfare le esigenze dei turisti e fornire un servizio nel quale crede, si è fatto in quattro. Ma ora anche lui, nonostante l’eccezionale attaccamento al sodalizio, è costretto a gettare la spugna e a lasciare che il consorzio sia vittima della situazione di immobilismo nel quale è piombato, visto il disaccordo che regna fra i soci che lo costituiscono, con Provincia di Sondrio, Comunità montana di Tirano e Grosio opposti al Comune di Grosotto sulla gestione.

Senza accordo fra le parti l’attività del consorzio è paralizzata. «Sono riuscito a garantire le aperture del Parco incisioni per sabato, Pasqua e Pasquetta, facendo il possibile per offrire delle visite guidate all’altezza dei molti turisti che hanno scelto l’area per questo periodo di vacanze, anche se il ruolo non mi compete - spiega Deriu -. È giunto il momento di tirare le somme, perché la situazione in cui versa il consorzio ormai da troppo tempo non è più sostenibile e, con tutta la buona volontà, non è possibile continuare ad andare avanti in questo modo. Non è possibile prevedere una manutenzione del verde (mi sono ridotto a tagliare l’erba personalmente in alcune zone del Parco), non è possibile pagare le bollette del telefono (non è stato stanziato un bilancio e sto provvedendo personalmente), non è possibile assumere del personale che garantisca le aperture dell’ufficio informazioni del parco (ho chiesto il supporto al consorzio turistico per i giorni di Pasqua e Pasquetta e non sono riusciti ad aiutarmi), e, cosa più grave, non è stata rinnovata l’assicurazione del Parco. A questo punto sono costretto, per garantire la sicurezza dei visitatori e per tutelarmi personalmente, a chiudere i cancelli e sospendere le aperture su prenotazione, che ho offerto ai visitatori come volontario, fino a quando gli enti che costituiscono il consorzio non troveranno una soluzione che permetta di fare continuare le attività del parco».

Per risolvere la questione era intervenuto anche il prefetto di Sondrio, Giuseppe Mario Scalia, che aveva convocato le parti. Secondo il Comune di Grosotto i termini del consorzio sono scaduti e bisogna rivedere gli accordi, andando ad eliminare con la nuova intesa - una convenzione con il Comune di Grosio o la Cm di Tirano capofila -, gli attuali alti costi di gestione. Gli altri soci invece vogliono la convocazione dell’assemblea. Di fatto, però, il futuro del Parco è stato rinviato a data da destinarsi nel corso dell’assemblea convocata dopo parecchio tempo e all’orizzonte non si intravedono soluzioni.

L’unica certezza, per adesso, è che un polo di attrazione turistica per il paese e per tutta la zona rischia di essere svilito a causa di una disputa sulla gestione che si sta protraendo da troppo tempo senza che gli enti coinvolti propongano una soluzione reale.

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