Tangenziale sì, ma “da scoprire”  «Facciamo conoscere il progetto»
La planimetria della tangenziale al centro del questionario di Ruggero Spada

Tangenziale sì, ma “da scoprire”

«Facciamo conoscere il progetto»

Ruggero Spada interviene sull’opera tanto attesa con un singolare questionario. «Pochi sanno come sarà la nuova strada, meglio discutere prima su eventuali ritocchi».

Quante rotonde sono previste nei sei chilometri di tangenziale a Tirano? E quanti ponti? Quante gallerie? Come farà la nuova strada a superare Cologna? E quanto dureranno i lavori? Sono alcune delle domande che Ruggero Spada, rivolge alla cittadinanza e, indirettamente, alle istituzioni per risvegliare l’attenzione sulla tangenziale di Tirano, opera di cui si parla da decenni e che ora si avvia alla fase della progettazione esecutiva. Spada precisa, comunque, di parlare da cittadino tiranese, in quanto il circolo di Legambiente Media Valtellina si è impoverito di soci.

Spada lancia quella che lui chiama una «semiseria orazione» a forma di questionario in favore della qualità della città di Tirano e di quello che ci sta attorno per far capire che, forse, pochi conoscono i dettagli del progetto e che sarebbe bene che se ne parlasse e che, se possibile, si apportassero modifiche dove necessario.

Spada dice, infatti, che tutti vogliono la tangenziale, ma «l’unico tema di cui si discute è quello dei finanziamenti, e non è certo cosa da poco – scrive Spada, in un documento che ha diramato ieri -. Anche per questo è difficile parlare del progetto di questa benedetta tangenziale di Tirano, di cos’è e come funzionerà il lotto 4 della nuova ss. 38. Pochi sanno come sarà la nuova strada. Forse il punto centrale è che non interessa molto il come: importa soprattutto il quando».

«Vince l’idea che i finanziamenti siano appesi ad un filo che potrebbe rompersi e quindi bisogna fare presto.- si legge ancora nel documento di Spada- Per questo si rischia di essere percepiti come disturbatori della quiete pubblica quando si vuole ragionare su svincoli e connessioni, gallerie ed emissioni, sulle interferenze con la viabilità locale, sulle conseguenze per il nostro territorio e sull’impatto paesaggistico».

Guardando con occhio doverosamente critico i documenti (non troppo facilmente) disponibili si scopre che il progetto «non è propriamente una meraviglia – sostiene ancora il rappresentante di Legambiente -. È ovvio, bisogna mettere in conto gli effetti positivi sul centro di Tirano. Consideriamo anche che una nuova infrastruttura occupa necessariamente dello spazio e che le decisioni di fondo sono state prese nel corso della lunga procedura. Ma davvero qualsiasi tangenziale andrebbe bene? Non è sensato dare un occhio al progetto ed eventualmente chiedere ritocchi?»

«L’Anas - continua Spada - ha assegnato l’incarico dell’ultimo livello di progettazione, quella esecutiva: lì si affrontano i dettagli costruttivi e si risolvono le ultime criticità. Non si può certo cambiare il tracciato che, con svincoli e ponti, ha ottenuto pareri e autorizzazioni. Qualche ritocco lo possiamo chiedere». La conclusione? «Forse è solo “cipria”, ma sembra utile soffiare contro paure ed inerzie e fare un tentativo per attivare la comunità del Tiranese. A cantieri aperti sarebbe spiacevole arrivare a chiedersi “perché nessuno ne ha parlato prima”? E io non vorrei (ancora) sentirmi dire: “Ma tu non hai fatto niente”?».

Per questo motivo Spada gioca la carta dell’ironia con un questionario di tredici domande finalizzato a stimolare chi di competenza a premere nei confronti di Anas e Regione.

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