Talamona, la storia del paese letta dai lavatoi
Laura Ferat, del liceo classico Piazzi, con l’assessore Lucica Bianchi, insegnati e Amici degli anziani

Talamona, la storia del paese letta dai lavatoi

Nell’ambito del progetto scuola-lavoro la studentessa Laura Ferat ha presentato domenica il suo lavoro. Una ricerca dal Medioevo per la quale ha avuto il supporto degli Amici degli anziani e dell’assessore Bianchi.

Lavatoi e cortili come antichi luoghi di ritrovo e socialità, spazi di incontro e scambio, condivisione e aiuto. “E fu Talamina... socialità e aggregazione” è il progetto che parla di questo aspetto del paese della Bassa Valtellina e che ne affonda le radici nel passato.

L’iniziativa è stata condotta dalla studentessa Laura Ferat del liceo classico Piazzi Perpenti di Sondrio, che affiancata dall’assessore alla cultura del Comune di Talamona, Lucica Bianchi, ha condotto uno studio storico nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro attivato dall’ente locale con l’istituto scolastico sondriese.

Domenica il risultato di questo anno di lavoro è stato presentato alla popolazione con un breve incontro il biblioteca per illustrare il percorso svolto e poi con una sorta di tour turistico ai luoghi simbolo del paese. «Talamina - ha spiegato la studentessa Laura Ferat - è il nome con cui compare per la prima volta citato questo borgo in documenti ufficiali all’inizio degli anni mille. Già nell’alto medioevo viene riconosciuto come corte e nel 1029 è citata come unità territoriale autonoma». Una particolarità sintomatica «del senso di appartenenza espresso dalla popolazione ma anche della spiccata tendenza alla socialità, ancora più evidente dai documenti che indicano già tra il 500 e il 600 l’esistenza di due cooperative sociali, fatto non usuale per l’epoca». Oltre allo studio attraverso le fonti storiche reperite in biblioteca, la ricerca si è spostata direttamente sul territorio del paese con un viaggio attraverso i cortili e i lavatoi.

«Entrambi questi spazi - ha detto la giovane ricercatrice - hanno rappresentato dei veri e propri punti di ritrovo. Dal 1900 i cortili su cui si affacciavano piccole comunità composte da famiglie vicine di casa sono state il luogo preferito alle abitazioni stesse, spesso poco confortevoli, per svolgere il lavoro delle donne o per i momenti di riposo degli uomini. I lavatoi, veri spazi a esclusivo appannaggio delle donne «hanno rappresentato un luogo di lavoro in cui si trascorrevano intere giornate a fare il bucato ma anche un modo per confrontarsi tra donne, discutere, anche aggiornarsi sulle novità di paese. Un modo, in sostanza, per non perdere il contatto all’interno della comunità locale».

Nel tentativo di restituire ai lavatoi questo valore sociale, lo scorso anno l’amministrazione comunale di Talamona ha restaurato e riqualificato quello di via Valenti nel centro storico di Talamona dove domenica le donne dell’associazione Amici degli Anziani, che ha dato piena disponibilità alla studentessa sondriese per accompagnarla nella conoscenza del recente passato del paese, hanno rinnovato l’usanza del bucato condiviso tra chiacchiere, canti e lenzuola sbattute sugli scivoli sotto cui scorre l’acqua. n

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