Sul tavolo lo studio per il traforo dello Stelvio
La cartina mostra il possibile traforo dello Stelvio

Sul tavolo lo studio per il traforo dello Stelvio

Oggi a Bormio l’incontro con progettisti e Provincia di Bolzano

BORMIO

Oggi si torna a parlare dell’antico sogno dell’Alta valle: quello del traforo dello Stelvio, soluzione che permetterebbe di collegare Bormio con il Nord Europa in tempi ridotti e in ogni momento dell’anno. Alle ore 18,30 presso la Sala congressi di Bormio Terme, i progettisti di Infrastrutture Lombarde spa e Provincia Autonoma di Bolzano presenteranno alla comunità lo studio di prefattibilità del bypass da loro predisposto. Alla serata parteciperanno Richard Theiner, vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano e il sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia con delega alle politiche per la montagna Ugo Parolo, che in più occasioni pubbliche ha dichiarato il suo pieno sostegno al progetto. Ovviamente in Alta valle la nuova proposta desta molta curiosità, anche se i bormini sul tema hanno imparato a proprie spese ad essere cauti e a contenere facili ottimismi. Corre infatti quasi un secolo da quando l’architetto bormino Clementino Clementi avanzava al duce il primo studio di fattibilità per una galleria camionabile che avrebbe consentito di svalicare in soli 16 minuti, contro le due ore allora normalmente impiegate. Il progetto (che per altro segue a numerosi altri che, decenni prima, avevano suggerito una soluzione ferroviaria del traforo), illustrato direttamente a Mussolini nel 1935, prevedeva un ingresso vicino all’abitato di Madonna dei Monti, all’altezza delle Fantelle (quota 1610) e uno sbocco alle Tre Fontane, ossia poco prima di Trafoi, dopo un tratto di galleria lungo quasi 8 km. Nonostante gli indubbi tornaconti che avrebbe garantito e nonostante l’entusiasmo dichiarato dal regime e la benedizione della chiesa, non ne seguì mai nulla.

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