Sui vaccini lo spettro della disinformazione

Sui vaccini lo spettro della disinformazione

Preoccupazioni e paure hanno spesso motivi comprensibili, ma è fondamentale «fare attenzione alle fonti e alle persone che si prendono come punti di riferimento».

È uno dei messaggi lanciati nell’incontro pubblico “Vaccini: paure, miti, leggende e realtà”, organizzato dall’Ats della montagna in collaborazione con Univale per fare chiarezza sul tema delle vaccinazioni. Argomento «importante, ma forse un po’ ostico perché in tanti ci siamo già fatti le nostre idee», ha sottolineato il presidente di Univale Gabriele Bordoni, aprendo la conferenza.

Sui vaccini negli ultimi anni si sono diffuse molte ansie e preoccupazioni, ha ricordato la psicologa Federica Forni, a partire dai timori sul collegamento fra il vaccino trivalente e l’autismo, smetito da diversi studi come ha ricordato la neuropsichiatra Marialuisa Combi.

Lorella Cecconami, direttore sanitario dell’Ats, ha presentato una serie di dati sulle coperture vaccinali in provincia che sono in crescita e sui vaccini previsti nella nuova normativa. «I genitori ci chiedono informazioni, cultura, interazione - ha sottolineato - e dobbiamo lavorare su questi aspetti. Però bisogna ricordarsi di non confondere una laurea in medicina con una ricerca sul web e bisogna fare attenzione alle fonti di informazione. Capita di sentir parlare di “manovre di big pharma” per guadagnare sui vaccini, ad esempio, quando in realtà la nostra Ats spende ogni anno 1,2 milioni di euro per i vaccini e 59,4 per i farmaci. Le vaccinazioni sono uno degli interventi di sanità pubblica che hanno ottenuto i risultati più importanti, ma sono un po’ vittime del loro successo perché abbiamo perso la percezione del rischio su alcune malattie».

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