«Sondrio, nessuna ombra sul concorso  per dirigere il Mvsa»
Angela Dell’Oca

«Sondrio, nessuna ombra sul concorso

per dirigere il Mvsa»

Angela Dell’Oca, ex direttore,interviene sulla polemica sollevata da alcuni candidati per la preselezione.

«Mi dispiace moltissimo che si vadano a gettare ombre sul concorso che, invece, di ombre non ne ha». È il primo pensiero che Angela Dell’Oca, che ha diretto il Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio per 32 anni, si sente di esprimere, dopo la polemica scoppiata sul concorso per scegliere il nuovo direttore del museo cittadino. Una voce «fuori dai giochi» la sua, ma assolutamente autorevole, che viene da chi di esperienza ne ha macinata alla direzione del Mvsa e che ben sa quali competenze debba dimostrare chi prenderà il suo posto (nell’ultimo anno, dal pensionamento di Dell’Oca, ha assunto il ruolo di direttrice pro tempore Rosaria Gargiulo).

Dell’Oca non si spiega il motivo della protesta sollevata giovedì mattina, quando alcuni iscritti hanno abbandonato la prima prova scritta ed altri hanno detto di essere intenzionati a presentare ricorso, in quanto - nella preselezione di mercoledì e nello scritto di giovedì appunto - c’erano domande incentrate sulla storia dell’arte valtellinese. Alla fine, sui 38 candidati usciti dalla preselezione in 33 si sono presentati alla prima prova, mentre al secondo scritto hanno preso parte in 22. «Una premessa, prima di qualsiasi ragionamento, è doverosa: il fatto che siano pervenute tante domande per un luogo periferico come il nostro è, purtroppo, indice di mancanza di lavoro – osserva Dell’Oca -. Ci sono molte persone precarie, anche se con un percorso di studio di alta qualità. Se qualcuno riterrà di avere gli elementi per presentare il riscorso è libero di farlo. In un contesto come questo, con la carica di aspettativa di trovare un lavoro all’altezza dei propri studi e curriculum, forse i nervi tesi avranno fatto saltare il buon senso».

«Non si sta facendo un concorso per uno storico dell’arte della Soprintendenza o del Ministero che deve conoscere la storia dell’arta italiana – rimarca Dell’Oca -. Qui stiamo parlando di un posto locale che è nel museo della città di Sondrio. La pertinenza dei contenuti al contesto storico-territoriale e al luogo è assolutamente fondamentale». Quanto alla preparazione del concorso, Dell’Oca fa presente che il museo ha una sua biblioteca che è accessibile. «Se un candidato avesse avuto la possibilità di venire anche solo un paio di volte avrebbe potuto consultare la bibliografia. Mi risulta che domande proposte fossero “generali” sull’arte valtellinese. Bastava prendere nota sui Ligari o sui De Donati di cui c’è un’ampia bibliografia non solo in provincia di Sondrio, ma anche a Milano, al Castello Sforzesco o nelle biblioteche pubbliche, dove vi è un contenuto più che sufficiente per una preparazione di questo livello. Se i candidati avessero chiesto indicazioni al Museo, una bibliografia sarebbe stata disponibile. Le persone che sono in commissione vengono da Milano, non conoscono né i dipendenti del museo né altri candidati. Per loro sono tutti uguali».

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