Sfuma colpo “perfetto” con la scatola magica che aspirava i bussolotti
Ecco la scatola magica, i carabinieri hanno resi noti i dettagli dell’operazione denominata “Magic box”

Sfuma colpo “perfetto” con la scatola magica che aspirava i bussolotti

Iperal Fuentes: quattro italiani già conosciuti con precedenti per reati dello stesso tipo: hanno già confessato. Ricercati in tutta Italia per una serie di furti nei supermercati, sono stati incastrati dai carabinieri valtellinesi.

Come una partita a guardie e ladri. Hanno vinto le guardie e gli autori della banda che lo scorso 7 ottobre hanno svuotato le casse dell’Iperal Fuentes di Piantedo sono finiti tutti dietro le sbarre. Sono italiani e arrivano da diverse zone del Paese. Ladri di professione, e neanche giovanissimi. Come nella sceneggiatura di un film poliziesco.

In manette, dopo due mesi di indagini senza respiro, sono finiti Antonio De Bertoli, bolognese del ’49, Umberto Lenzi, concittadino del ’61, Saverio Orlando, classe ’72, sempre della provincia bolognese, e Antonio Miani, barese del ’63. Hanno già confessato. Tutte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e delle carceri, sono sospettati di diversi altri colpi come quello messo a segno all’lperal della Bassa Valle che aveva fruttato un bottino da 85mila euro. Ci sono stati furti da decine di migliaia di euro nei supermercati della Liguria, del Milanese e dell’Emilia Romagna.

Gli autori erano ricercati dalle forze di polizia di tutta Italia. Sono stati i carabinieri di Sondrio a bussare, l’altra mattina, alle abitazioni degli indagati muniti di ordine di custodia cautelare in carcere, meritandosi i complimenti non soltanto del nuovo comandante provinciale dell’Arma Emanuele De Ciuceis, ma anche degli stessi indagati, sinceramente stupiti dalla capacità investigativa dei militari valtellinesi coordinati dal maggiore Rocco Taurasi. Mettere il sale sulla coda a professionisti del furto di quello spessore non è stato semplice. Lo hanno riconosciuto gli stessi militari nel corso della conferenza stampa in cui, martedì mattina, sono stati resi noti i dettagli dell’operazione denominata “Magic box”.

Il perché del nome è presto detto: per portare via gli incassi dalle casse dei supermercati, la banda agiva sui condotti pneumatici che portano i bussolotti con i soldi alla cassaforte posizionata nel sottotetto dell’edificio. Individuato il punto giusto, in questo caso una controsoffittatura pensile all’interno della quale scorre il condotto, gli specialisti del furto hanno tagliato un pezzo di tubo lungo poco più di mezzo metro sostituendolo prontamente con una scatola di produzione artigianale - la magic box, appunto - dotata di un’apertura per prelevare i bussolotti di passaggio, una trentina in tutto, contenenti ognuno alcune migliaia di euro.

Al passaggio del primo bussolotto, l’uomo addetto al prelievo del contante non ha dovuto fare altro che aprire la scatola magica, intercettare il contenitore pieno e sostituirlo subito con uno vuoto in modo tale che il sistema di controllo del meccanismo non registrasse alcuna anomalia. L’operazione è stata ripetuta per tutto il sabato sera, fino al passaggio dell’ultimo carico di denaro. Poi via, dopo aver messo tutti i soldi in uno zaino ed essere scesi a terra dal soffitto del capannone che ospita l’ipermercato.

A salire fino al soffitto dell’edificio, arrampicandosi si tubi che corrono su una delle pareti esterne, è stato Antonio Miani, agilissimo grazie a un fisico da fantino in perfetta efficienza nonostante i capelli ormai tutti bianchi. Ad attenderlo gli altri tre, due con il ruolo di vedette e uno al volante della Toyota Corolla usata per arrivare in Valtellina e per andarsene dopo il colpo. Ad agosto erano già stati al Fuentes. Qualcuno aveva visto un uomo scendere dal tetto dell’Iperal e darsi alla fuga ed erano stati intensificati i controlli di sicurezza. Per due mesi però non era successo niente e l’episodio era stato ridimensionato. Forse qualcuno che pensava di entrare nell’ipermercato per rubare, ma che poi aveva dovuto desistere.

Invece era il sopralluogo della banda. Lo si è capito lunedì 9 ottobre, quando il mancato funzionamento del sistema pneumatico di trasferimento dei bussolotti con i soldi delle casse ha fatto scattare i controlli e i tecnici hanno scoperto, in un basso controsoffitto, la scatola dotata di sportello nella quale i bussolotti, senza l’intervento dell’uomo, si bloccavano rimanendo incastrati.

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