Sanità in Valchiavenna, chiesta a Maroni  «rapida verifica»
Maroni al taglio del nastro del nuovo pronto soccorso di Chiavenna

Sanità in Valchiavenna, chiesta a Maroni

«rapida verifica»

Ci sono problemi noti e non ancora risolti, ma anche nuove criticità all’ospedale di Chiavenna.

Le preoccupazioni all’ospedale di Chiavenna riguardano le assunzioni e vari servizi e reparti: ortopedia, punto nascite, sale operatorie e poliambulatori. Senza dimenticare il pronto soccorso. Il sindaco Luca Della Bitta e Patrizia Pilatti a nome dell’assemblea distrettuale hanno scritto alla direzione generale dell’Asst e a Regione Lombardia, indirizzando la lettera al governatore Roberto Maroni e all’assessore al Welfare Giulio Gallera, e lo dicono chiaro: «Non si può indebolire la struttura di via della Cereria per favorire Menaggio».

«Ora è necessario sottolineare, con urgenza, alcune criticità̀ in parte già evidenziate, purtroppo, in passato, e altre nuove che meritano spiegazioni esaustive – si legge nella missiva -. L’ospedale di Chiavenna rappresenta un irrinunciabile presidio non solo di nome, ma di fatto a garanzia del diritto alla salute dei cittadini e dei turisti».

Della Bitta e Pilatti chiedono informazioni su vari reparti. Il primo è l’ortopedia. «Informalmente siamo venuti a conoscenza del fatto che attualmente il reparto può̀ contare su un’unica figura medica. Inoltre, senza alcuna comunicazione con il territorio, la direzione ha deciso di attivare il percorso della week surgery (termine usato per indicare ricoveri brevi, ndr). Tale scelta si aggiunge a un recente ridimensionamento dell’attività̀ chirurgica con limitazione della tipologia di interventi. Si tratta di una vera e propria emergenza».

Anche sulle sale operatorie gli amministratori vogliono delucidazioni. «Contrariamente a quanto assicurato nei mesi scorsi ci viene segnalato come, a fronte di necessità di interventi chirurgici di diverso tipo, non corrisponda un’adeguata programmazione delle sedute operatorie in loco. Richiamiamo l’attenzione sul fatto che le sale preposte all’attività̀ chirurgica sono di recente ammodernamento». Non potevano mancare dei dubbi su punto nascite a ginecologia, oggetto di petizioni e preoccupazioni da alcuni anni. «Nei mesi scorsi era emersa la necessità condivisa di individuare un responsabile della struttura semplice: vogliamo aggiornamenti in merito e sull’intera pianta organica del reparto» Poi c’è la vicenda degli arredi del pronto soccorso, evidenziata nei giorni scorsi anche da alcuni lavoratori.Sono vetusti e vanno cambiati.

Mentre, nel rispetto di una situazione ben strutturata in Lombardia, anche in zona si moltiplicano gli studi privati, secondo gli enti locali si registra «un aumento dei tempi d’attesa per diverse prestazioni poliambulatoriali».

«Chiediamo pertanto una rapida verifica e di conoscere i tempi di attesa di ogni singola specialistà e un aggiornamento sulla questione, a quanto ci risulta ancora irrisolta, della Cardiologia e delle relative prestazioni poliambulatoriali. In conclusione raccogliamo una diffusa preoccupazione sul futuro del presidio, un inesorabile processo di indebolimento a vantaggio di Menaggio. Tale strategia aziendale è per noi inaccettabile e chiediamo, a tal proposito, di esplicitare le reali intenzioni».

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