Sanità di montagna, tregua finita

Sanità di montagna, tregua finita

Il territorio torna a far sentire la propria voce su un tema tanto delicato quanto nevralgico come quello della sanità e del suo riordino.

Subito dopo Natale avevano inviato una lettera al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni chiedendogli di «non penalizzare i presidi decentrati», adesso alla ripresa delle attività dopo i giorni di festa i delegati rsu dell’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) di Valtellina e Alto Lario tornano all’attacco con una giornata di sensibilizzazione sulla sanità di montagna.

E lo fanno nello stesso giorno in cui il Comitato spontaneo di Sondalo (iostoconilMorelli) prende la parola per fare il punto sulla raccolta firma già avviata e sulle prossime iniziative a difesa dell’ospedale locale e non solo visto che, a dicembre, il Comitato è sceso in piazza a fianco del sindaco di Chiavenna a difesa del punto nascite della città del Mera.

A far discutere è il Poas (piano strategico di organizzazione aziendale) dell’Asst inviato a Milano e che dalla Regione attende le valutazioni del caso, sul quale sia la conferenza dei sindaci, sia le organizzazioni sindacali hanno già espresso più di una perplessità, nel metodo e nel merito.

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