Sala d’attesa, caso risolto con “strigliata”
Morbegno, la stazione ferroviaria (Foto by Silvio Sandonini)

Sala d’attesa, caso risolto con “strigliata”

Dopo la protesta della Cgil sui viaggiatori lasciati al freddo, il prefetto di Sondrio scrive e denuncia il caso . Nodo superato dal Comune che, ricordando l’accordo con la Croce rossa, ha dato ai volontari le chiavi della struttura.

La sala d’attesa chiusa alla stazione di Morbegno solleva le proteste di passeggeri, sindacati e del prefetto e da ieri alle 18 la questione si è risolta. Si chiude positivamente la vicenda legata all’impossibilità di accedere alla sala d’attesa al di fuori degli orari di apertura della biglietteria di Trenord, ridotti a gennaio alla sola mattinata.

A sollevare la protesta è stata per prima Filt Cgil attraverso il segretario provinciale Giorgio Nana che, segnalando quanto avvenuto nei giorni scorsi a una neomamma che ha rischiato di ritrovarsi al freddo e in piedi ad allattare il suo bambino, ha chiesto l’intervento della Prefettura. Ieri mattina è stata emessa una nota ufficiale del prefetto Giuseppe Mario Scalia che ha definito «impensabile che i passeggeri che sono in attesa dell’arrivo del treno rimangano all’aperto durante la stagione invernale, con le temperature rigide ben note a tutti e conseguente nocumento alla loro salute». Il prefetto si è rivolto direttamente a Trenord, invitando al ripristino del servizio «in ottemperanza alla tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e nel rispetto del principio della buona amministrazione - ha scritto il prefetto - ovvero di fornire servizi al cittadino efficienti, senza arrecare danni o disagi di alcun genere». Nella nota il prefetto Scalia parla di «proteste sacrosante manifestate dai passeggeri della stazione ferroviaria di Morbegno» e invita «a disporre con immediatezza, mediante rettifica, l’apertura della sala d’attesa della stazione con orario continuato fino a sera in quanto l’apertura al pubblico di tale luogo è necessaria - sostiene il prefetto - e indispensabile affinché si tuteli la salute pubblica dei passeggeri».

Trenord ha fatto sapere ieri di non avere competenza riguardo alla gestione dell’apertura della sala d’attesa, che viene regolata tra i Comuni e Rfi, e che il compito svolto dall’impiegato della biglietteria secondo i suoi orari di servizio è solo una forma di collaborazione.

Lo ha confermato il sindaco Andrea Ruggeri, che ieri si è attivato sulla base di quanto previsto dalla «convenzione - ha spiegato - siglata nel 2013, con sindaco Alba Rapella, tra Comune e Croce Rossa per il comodato d’uso su alcuni locali della stazione. In quella convenzione si definisce di fatto tra i compiti della Cri quello di aprire e chiudere gli spazi della sala d’attesa, dell’atrio e dei bagni della stazione dalle 6,45 alle 21. Fino ad oggi - dice Ruggeri - la Cri non aveva nella sua disponibilità le chiavi necessarie ad aprire e chiudere. Oggi (ieri per chi legge) ci siamo attivati comunicando tra le parti, compresa la Prefettura, e dalle 18 la situazione è risolta. Saranno i volontari della Croce Rossa, che si è subito resa disponibile, ad occuparsi d’ora in poi di aprire e chiudere la sala d’attesa».

Risolta la questione di uno spazio al caldo dove attendere i treni, rimane il problema della biglietteria che fino al 12 gennaio e poi il 17 e 18, 21,22 e 23 e dal 25 al 29 gennaio sarà aperta solo dalle 6 alle 12,45. In alternativa, ma soltanto per i viaggi regionali, c’è il bar della stazione o il giornaliero “Io viaggio in Regione” al consorzio turistico. Chi avesse necessità di acquistare un biglietto per una tratta che vada oltre i confini regionali e fosse impossibilitato durante la mattinata, non ha modo di usufruire del servizio.

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