Rischiò di morire nella piscina  «Mio figlio sta meglio, grazie a tutti»
Gravedona, l’ospedale Moriggia Pelascini

Rischiò di morire nella piscina

«Mio figlio sta meglio, grazie a tutti»

Morbegno: il racconto del padre del giovane egiziano che nel luglio scorso finì in coma. L’incidente a Dongo - «Un pensiero particolare agli amici dell’Anolf della Cisl e al questore».

Fuori dal tunnel. È ancora a Gravedona all’ospedale Moriggia Pelascini, ma è ormai avviato verso il pieno recupero un giovane morbegnese, una vita a lungo appesa a un filo dopo un incidente in piscina occorso nel luglio 2016. Mohamed è il ragazzo che era stato soccorso sul fondo della piscina al Vittoria residence Lago di Como a Dongo, lo scorso 11 luglio, dopo avere rischiato di annegare.

Forse vittima di un malore o entrato in acqua senza saper nuotare, il 19enne, di nazionalità egiziana e residente in Valtellina a Morbegno, era stato notato sott’acqua apparentemente senza più vita: quindi recuperato. Era seguita la corsa verso il vicino nosocomio lariano dove era stato ricoverato in rianimazione in condizioni quasi disperate.

Dopo la lunga apnea lo tenevano in vita i macchinari. Su di lui era sceso il silenzio, non avevano smesso di assisterlo, con una fiducia incrollabile, la famiglia, il padre e gli amici. Non avevano perso la speranza di recuperarlo i medici e i sanitari dell’ospedale di Gravedona. Quasi un mese passato in stato di coma, poi i primi segnali positivi e quindi il lento e progressivo miglioramento. E ora la famiglia annuncia che Mohamed sta bene.

«Proprio così – ha spiegato da Morbegno il padre - mio figlio parla, mangia, tutto si sta normalizzando, possiamo parlare di un miracolo. È ancora in ospedale – chiarisce – e dovrà stare in cura ancora del tempo, forse un mese, forse due, non so, si è avviata un’altra fase della riabilitazione, ma lui sta bene. Era stato detto che non c’era niente da fare, che non c’erano speranze e invece abbiamo di nuovo mio figlio con noi».

Durante i mesi di angoscia c’è stata tanta solidarietà. «Abbiamo avuto tanto sostegno – ha sottolineato – ci sono stati gli amici di Anolf associazione della Cisl, che sono stati per noi come dei parenti. Il questore di Sondrio che ci ha aiutato per fare arrivare dall’Egitto mia moglie, che ha così potuto stare vicino a Mohamed. Li abbiamo avuti al nostro fianco, sempre, per me è stata una famiglia, e ringrazio tutti. non avrei mai pensato di trovare gente così».

Per il giovane ora c’è da dimenticare una esperienza limite. Il ragazzo era stato invitato a Dongo da una coppia di amici ospiti del residence Vittoria in occasione del compleanno della nipotina. Poco prima delle 18, quando il personale e gli ospiti erano tutti all’interno, pare che avesse deciso di tuffarsi in piscina per rinfrescarsi. Poi il dramma, forse per scarsa dimestichezza con il nuoto, forse perché preso dall’affanno e non era più riuscito a guadagnare i bordi della piscina.

Quando era stato recuperato - dopo più di due minuti sott’acqua sul fondo della vasca - le speranze sembravano ridotte al lumicino. Un’angoscia che però non ha mai ceduto completamente al pessimismo e che ora si è tramutata in una gioia difficile da descrivere.

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