Profughi a Grosio, vertice in Prefettura
Un gruppo di profughi: un nuovo vertice sul possibile arrivo a Grosio

Profughi a Grosio, vertice in Prefettura

Sono stati convocati gli amministratori e l’albergatore Zallouz per fare il punto sul possibile arrivo. «Si era già convenuto sulla possibilità di ospitare piccoli gruppi». Ma domani ci sarà la raccolta delle firme.

Tutti convocati dal prefetto Mario Giuseppe Scalia per fare il punto della situazione sul possibile arrivo di profughi. Il sindaco di Grosio, Antonio Pruneri, il suo vice Roberto Baitieri, l’assessore Gianantonio “Gianni” Pini e l’albergatore Habib Zallouz che si occupa dell’ospitalità dei profughi. All’indomani dell’annuncio della raccolta firme che si terrà domani mattina a Grosio contro l’arrivo dei profughi, il prefetto ha deciso di convocare nuovamente le parti come aveva fatto alla fine del mese di ottobre. In una nota stampa, Scalia ha rassicurato gli amministratori grosini che come avvenuto in ogni altro comune della provincia che ospita i profughi, gli amministratori saranno avvisati per tempo.

Al prefetto preme fare chiarezza: «Nell’incontro di fine ottobre con Baitieri, Pini e Habib si era convenuto sulla possibilità di allocare nella struttura grosina dei piccoli gruppi secondo il modello di piccola accoglienza. A questo incontro sono seguiti contatti col dirigente dell’ufficio immigrazione che hanno confermato le indicazioni emerse». Sabato a Grosio, dalle 10 alle 13, ci sarà nella piazza del municipio del paese la raccolta firme contro l’arrivo di “profughi, migranti economici” come l’ha definita il portavoce dell’organizzazione, Antonio Pini. Una raccolta firme nata dal timore che il paese possa ospitare un gruppo di profughi, dopo la disponibilità fornita della propria strutta alberghiera in disuso data dal titolare Gabriele Maffi.

Preoccupazioni aumentate dal fatto che, secondo i promotori della raccolta firme, sarebbero stati effettuati dei lavori di pulizia nella struttura che potrebbero preludere a un arrivo imminente degli ospiti, ipotesi negata dallo stesso Habib Zallouz.

«A tutt’oggi - spiega - non è stata avviata alcuna attività di ospitalità dei migranti: la struttura (il Capriolo, ndr) non è non è ancora pronta all’accoglienza. Come da accordi con l’amministrazione di Grosio, con gli assessori Roberto Baiteri e Gianantonio Pini, si era concordato che si potevano ospitare, secondo le disposizioni relative alla piccola accoglienza diffusa, 12-13 persone. Contingente formato da famiglie e da piccoli gruppi. Inoltre il titolare dell’albergo, Maffi, tenendo fede a questo accordo, ha sempre informato il Comune sui lavori di ristrutturazione dell’immobile, prevedendo nel contratto di affitto la possibilità di verificare il numero dei presenti». Parole che dovrebbero rassicurare i promotori della petizione, che avevano detto di non essere contrari all’arrivo di una famiglia, ma di essere preoccupati da gruppi numerosi. Il prefetto ha smentito le parole del vicesindaco Roberto Baitieri, secondo il quale non era stato possibile martedì mattina avere contatto con lui nonostante tre telefonate: «Non risulta né dalla segreteria né dal centralino alcuna chiamata».

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