Privato regala un bivacco   Si discute sulla cima più adatta
Il bivacco

Privato regala un bivacco

Si discute sulla cima più adatta

Villa di Chiavenna, il donatore chiede che venga installato sul Galleggione. Ma il Cai non è del parere.

Un bivacco, gratis, al pizzo Galleggione. Questa la proposta di un valchiavennasco che ha ricevuto in omaggio la struttura da pompieri svizzeri e ha deciso di proporla per essere collocata sulla cima che separa il territorio elvetico da quello italiano in Bregaglia. Una cima di un certo prestigio, si sale oltre quota 3000 seppur facile dal punto di vista tecnico e un po’ oscurata come fama dal pizzo Badile situato praticamente di fronte. Una cima dove un bivacco, poi misteriosamente andato a fuoco, fino ad alcuni anni fa era presente. L’idea sarebbe quella di collocare la struttura, attualmente visibile nei pressi della dogana di Villa di Chiavenna, circa 50 metri sotto la cima della montagna. Sul territorio italiano.

Si tratta di un bivacco in lamiera e legno lamellare che necessiterebbe di quattro piantane nel cemento per essere fissato al terreno, dal quale sarebbe comunque perfettamente isolato. Dentro troverebbero posto agevolmente una decina di brandine.

Fin qui la proposta. Sulla sua realizzazione pratica le strade si dividono. Il no è arrivato dalla sezione chiavennasca del Cai, che si è detta indisponibile a partecipare all’iter burocratico e alla successiva posa in opera del bivacco alpino: «Il nostro presidente Lorenzo Scaramellini – spiega il consigliere della sezione chiavennasca Mauro Premerlani – ha inviato un quesito al Cai centrale. Da questi è arrivata l’indicazione di decidere autonomamente sulle collocazioni dei bivacchi, ma un no deciso a quel tipo di struttura». Che in effetti nemmeno il Cai, che pure di bivacchi in lamiera ne ha realizzati in passato, utilizza più. Ci sono poi considerazioni escursionistiche-alpinistiche che separano i due fronti. Da una parte il fatto che il pizzo Galleggione è raggiungibile lungo una via lunghissima, oltre 2000 metri di dislivello senza punti di appoggio. Dall’altro, però, il bivacco sarebbe messo su una cima e non su una traversata di un’alta via. Aspetti sui quali le opinioni divergono quasi sempre quando si parla di queste strutture, tra puristi e appassionati un po’ meno rigidi.

«Attualmente – spiega il sindaco del Comune di Villa di ChiavennaMassimiliano Tam – la situazione è in fase di stallo. Il privato deve individuare il soggetto che si faccia carico della presentazione della domanda. Sembra che ci sia un interessamento in tale senso da parte dell’Associazione Guide Alpine e del Cas di Bregaglia. Dopo si dovrà aprire l’iter per la concessione. In ogni caso non sarà possibile vedere il bivacco prima della prossima estate».

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