Prima campanella, corsa a tappare i “buchi” tra i prof
Sondrio, oggi il primo giorno di scuola

Prima campanella, corsa a tappare i “buchi” tra i prof

Domani si parte con il ritorno in classe di 24mila studenti. Mancano 300 docenti, in corso le nomine dei supplenti.

Prima campanella per 24.059 studenti: tanti sono quelli che, zaino in spalla, risponderanno all’appello alla ripresa dell’anno scolastico 2017-2018 domani, 12 settembre, alle 8, anche se in verità c’è chi - un gruppo davvero ristretto - in classe c’è ritornato con un giorno d’anticipo già stamattina. È il caso, a Sondrio, degli studenti dell’istituto tecnico agrario del convitto Piazzi e degli alunni della scuola primaria paritaria del Pio XII.

A guidarli in cattedra li attende un esercito di docenti: 2.363. Almeno questi sono i numeri sulla carta, poiché come anticipato sabato su queste colonne, ne mancano circa 300, tra docenti di sostegno e insegnanti di svariate materie, “buchi” che le singole scuole stanno cercando di tappare in queste ore con la nomina di supplenti per garantire un inizio d’anno che sia il più regolare e disteso possibile. Partendo dai più piccoli, sono 3.109 i bimbi della scuola dell’infanzia che sono già rientrati alla “base” da una settimana, lo scorso 5 settembre. A seguirli, ci sono 302 maestre e maestri. Alla primaria il gruppo più numeroso, sono 7.987 gli iscritti con 794 insegnanti. Poi si sale alla secondaria di primo grado, alla scuola media, unica realtà che a differenza delle altre, che hanno fatto registrare un certo calo, ha incrementato il numero degli iscritti: seguiti da 489 docenti sono 5.060 gli studenti alle medie. Infine, i più grandi, quelli che frequentano le scuole superiori che sono 7.903 per 778 insegnanti.

Ma la scuola non è fatta solo di ragazzi e di docenti. Figure fondamentali per il buon funzionamento di ogni plesso, quelle che appartengono al cosiddetto personale Ata, lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari che in totale quest’anno sono 774.

Non senza qualche criticità anche in questo settore. Mancano infatti direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) che coordinano i lavoro ai vertici delle segreterie. Una lacuna dettata dal fatto che da tempo ormai non sono stati più fatti concorsi per dotare il personale di questa qualifica. «Sono otto Dsga mancanti in provincia - snocciola dati Giovanna Bagiotti, segretaria generale della Cisl Scuola di Sondrio -, ruolo, questo, che è stato affidato ad assistenti amministrativi».

Scarseggiano anche i dirigenti scolastici. Tant’è: sette sono le reggenze. Vale a dire Maurizio Gianola al tecnico agrario nel capoluogo, Antonino Costa al comprensivo di Delebio, Marco Vaninetti in quello di Traona, Gianmaria Toffi a Talamona, Bruno Spechenhauser a Livigno, Massimo Minnai al Garibaldi di Chiavenna e al comprensivo di Chiesa Valmalenco c’è Raffaella Giana. Tutti e sette presidi part-time su queste sedi, poiché già titolari su altre sette scuole, chi istituti comprensivi, chi invece d’istruzione superiore. «Le reggenze, sia dal punto di vista contabile - per l’incarico part-time al mese percepiscono all’incirca 500 euro in più al normale stipendio, nonostante il doppio lavoro e tutte le responsabilità cui devono rispondere i dirigenti -, che gestionale non fanno bene alla scuola» osserva Bagiotti, che rimarca come fondamentale sia il lavoro di tutto il personale del sistema istruzione valtellinese per il suo buon funzionamento.

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