Precipita il numero degli studenti
Studenti alle prese con gli esami di maturità nelle recenti prove scritte (Foto by foto Gianatti)

Precipita il numero degli studenti

I dati delle scuole in provincia: sono 258 in meno rispetto a un anno fa, crescono solo (di circa 50 unità) gli alunni disabili. Non sono stati previsti tagli al personale docente, ma il sindacato Cisl prevede criticità per le immissioni in ruolo.

Precipita il numero degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado. Duecentocinquantotto in meno rispetto ad un anno fa. Al contempo aumentano - una cinquantina circa - gli alunni disabili. Ma nonostante il trend in negativo, imputabile ad un calo demografico generalizzato, nessun taglio è stato apportato all’organico di diritto. Anzi, nella scuola superiore sono state concesse alcune cattedre in più.

È questo il quadro generale, che emerge dopo le operazioni che si sono svolte in questi giorni all’Ufficio scolastico territoriale (Ust- ex-provveditorato) di Sondrio. «A fronte di una diminuzione di alunni non sono stati apportati tagli al personale docente. Il che è positivo» interviene dalla Cisl Scuola di Sondrio Filippo Maiorana snocciolando dati.

«Rispetto all’anno che si è concluso a giugno, saranno alla ripresa delle lezioni il 12 settembre 56 gli alunni in meno alla scuola dell’infanzia, 116 in quella primaria, 119 alle superiori. In aumento di 33 allievi invece nella scuola media, ma sottraendo questi dai precedenti si arriva a un calo totale di 258 alunni». Per quanto riguarda i posti docente assegnati, sono stati riconfermati «302 posti, di cui 14 di sostegno alla scuola dell’infanzia, due in meno alla primaria, cioè 794 contro i 796, che si controbilanciano però con i due post in più dati alla scuola media - da 487 si passa a 489 -; infine 16 in più alle superiori».

Ciò nonostante Maiorana intravede all’orizzonte alcune criticità, che riguarderanno soprattutto il personale docente. «Le problematiche più grosse si sono registrate nelle scuole medie e in quelle superiori - è l’analisi -, in quanto per rispettare il numero di posti che l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha assegnato al nostro territorio si sono dovute sciogliere tante cattedre». Considerando ad esempio una cattedra di 18 ore ipotizziamo di italiano, dieci ore sono state assegnate in una scuola media e altre otto in un’altra nella stessa città, spezzandole cioè su due plessi. «Questo “scioglimento” ha portato, rispetto allo scorso anno, a una quarantina di cattedre intere (da 18 ore) in meno, il che andrà a incidere sulle immissioni in ruolo, che inevitabilmente saranno contenute».

L’altra criticità è imputabile ai cosiddetti ambiti territoriali, dove per ambito territoriale si intende la suddivisione regionale in aree geografiche (introdotta dalla riforma della Buona scuola), la cui ampiezza è inferiore alle attuali province o città metropolitane. Nel nostro caso, gli ambiti territoriali sono due: il primo che comprende le scuole da Berbenno a Bormio, il secondo da Ardenno a Madesimo, confini entro cui i docenti possono spostarsi, in base al loro ambito di appartenenza.

«Saranno inevitabili i disagi, con più chilometri da sobbarcarsi, con tutto quel che ne consegue. Se ad esempio prima un docente delle superiori poteva completare la cattedra tra un istituto di Sondrio e uno di Morbegno e viceversa, ora l’ambito di Sondrio non è più abbinabile con il centro della Bassa Valle».

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