Picco dell’influenza: al pronto soccorso toccati i 225 ingressi
Tantissimo lavoro nella struttura dell’ospedale di Sondrio

Picco dell’influenza: al pronto soccorso toccati i 225 ingressi

È il numero raggiunto a Sondrio a Capodanno. Il dottor Enio Rizzi: «In media arrivano 150 persone. Ma non sempre recarsi in ospedale è la cosa migliore».

Affluenza massiccia in tutti i pronto soccorso e i reparti di medicina generale delle strutture ospedaliere della provincia di Sondrio a causa dell’influenza che in questi primi giorni del 2017 sta colpendo e mettendo a letto indistintamente persone di tutte le età.

«In questi giorni - sottolinea Enio Rizzi, responsabile del pronto soccorso di Sondrio - arrivano in media 140/150 persone al giorno: c’è davvero tanto lavoro e spesso siamo costretti a dover fare due o tre cose contemporaneamente. Per l’influenza arrivano persone di tutte le età». Parole, quelle di Rizzi, che vengono confermate anche da altri numeri: domenica, nella giornata di Capodanno, il pronto soccorso di Sondrio ha fatto registrare 225 accessi, cifra che forse rappresenta il record storico per la struttura o comunque uno dei dati più alti di sempre.

La maggioranza degli accessi è stata quella di pazienti alle prese con l’influenza, sia essa classica oppure gastrointestinale; se si pensa, poi, che, come specificato dal dottor Rizzi, la media di accessi al pronto soccorso di Sondrio nei giorni successivi di questa settimana si è mantenuta attorno ai 150 al giorno contro una media giornaliera che si attesta normalmente sulle 90-100 unità, si può ben capire la portata di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori del pronto soccorso e soprattutto i picchi che ha raggiunto l’influenza in questo inizio del 2017.

Anche al pronto soccorso del Morelli la media degli accessi è, sempre a causa dell’influenza, più alta rispetto a quella abituale: si è infatti passati dagli 80 ai 100 al giorno, anche se per ciò che concerne la struttura sondalina vanno tenuti in conto anche i pazienti che arrivano al pronto soccorso per i traumi sulle piste da sci o, ad esempio, per i casi di coma etilico o comunque di eccessivo consumo di alcol registrati la notte di Capodanno. Pieni anche tutti i reparti di medicina, da Sondalo fino a Menaggio.

Sembra dunque essere arrivato il picco dell’influenza come, negli ultimi giorni del 2016, avevano “predetto” alcuni medici di base e pediatri, secondo cui proprio negli ultimi giorni dell’anno appena trascorso i casi d’influenza erano sì numerosi, ma non si poteva ancora parlare né di picco d’influenza né di vera e propria epidemia.

Proprio visto il numero considerevoli dei casi e anche la natura stessa dell’influenza, non sempre la scelta più consigliabile è quella di affollare i pronto soccorso di Valtellina e Valchiavenna: «Non è sempre la cosa più conveniente andare in ospedale - aggiunge Enio Rizzi - e in molti casi è bene effettuare un primo “passaggio” dal proprio medico di base. Poi, ovviamente, dipende da caso a caso: un conto sono le persone con altre patologie, magari con problemi respiratori, un altro sono quelle alle prese “solo” con l’influenza. Vale la pena di ricordare che in pronto soccorso valutiamo i casi in base ai “codici” non in base all’arrivo alla struttura, quindi può anche capitare di dover aspettare molto tempo prima di essere visitati».

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