Pazienti oncologici. Una marcia in più per assisterli in Valle

Pazienti oncologici. Una marcia in più per assisterli in Valle

Grazie all’Ail, 5 master a Roma per medici dell’ospedale di Sondrio: a guidarli il professor Santoro definito «un colosso di Rodi dell’oncologia mondiale»

Grazie all’Ail di Sondrio sono cinque i master per altrettanti medici della divisione di Medicina dell’ospedale della città capoluogo, cinque professionisti che avranno la possibilità di formarsi ed aggiornarsi per gestire le problematiche relative all’età e alla comorbidità - la coesistenza di più malattie diverse in uno stesso paziente -, associate alla patologia oncologica.
A beneficiarne Silvana Maisano, Roberto Palazzolo, Santina Salvatore, Viviana Sancassani e Andrea Maria Soccodato. Un percorso di specializzazione, denominato “La gestione del paziente oncoematologico complesso”, che acquista ancor più significato nel quadro generale tracciato, ieri in video conferenza nel Salone dei balli di palazzo Sertoli, dal professor Armando Santoro, «un colosso di Rodi dell’oncologia mondiale», l’ha definito il direttore della divisione di Medicina sondriese Paolo Parravicini, illustrandone il curriculum, facendo gli onori di casa insieme alla presidente della sezione Ail di Sondrio e provincia Adelia Carini.
«Bisogna partire da alcune considerazioni di grande rilevanza positiva. La prima è che riusciamo a guarire sempre più tumori - ha detto Santoro, direttore dell’Humanitas Cancer center di Rozzano, nonché responsabile della direzione della Ricerca clinica e della divisione di Oncologia-Ematologia dell’istituto clinico Humanitas -. La seconda è l’allungamento della vita media della popolazione in Italia, tra le prime al mondo».
Ciò premesso, ha aggiunto: «In campo ematologico e oncologico oggi i pazienti che si ammalano sono per lo più anziani, over 65, che, per l’età che hanno, per definizione presentano tante patologie associate» a quella tumorale.
Ecco che allora poter partecipare a questo master darà la possibilità ai cinque medici di “attrezzarsi” per affrontare quadri clinici di questo tipo. Sarà lo stesso Santoro il docente di questo percorso di specializzazione tenuto da Unitelma Sapienza dell’Università degli studi di Roma, da lui diretto.
«Il master cerca di dare una visione globale di cosa significhi avere più patologie associate, fornendo il giusto approccio metodologico - ha proseguito Santoro, conquistando con la naturale empatia la platea -. Quindi seguire un master di questo genere vuol dire trattare meglio tali pazienti, ma anche a risparmiare, evitando cioè sprechi inutili e ottimizzando il ruolo dei farmaci e degli esami di indagine».
Parravicini, sottolineando quanto i master siano altamente considerati all’estero a differenza di quanto accade in Italia, ha rilevato «l’importanza di questa specializzazione per il miglioramento delle condizioni di vita di chi già soffre».
«Un progetto, che penso sia di grande utilità per l’approfondimento e la conquista di nuove conoscenze da parte dei nostri medici dell’ospedale di Sondrio – ha preso la parola Carini -. L’Ail finanzia questi cinque master di specializzazione per cinque medici, che operano nell’ambito dell’ematologia e della medicina. Spero possano trarne un grande vantaggio, un ampliamento di orizzonti, di competenze e conoscenze, utili alla loro professione».

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