Nuova passerella, ora si entra nel vivo   Ma c’è chi dice no: «Troppo cemento»
La zona in cui verrà realizzata la nuova passerella

Nuova passerella, ora si entra nel vivo

Ma c’è chi dice no: «Troppo cemento»

Chiavenna, il consiglio comunale ha dato il via libera alla procedura che consente gli espropri. Fognini, uno dei proprietari dei terreni: «Non è un’opera indispensabile, modificate il progetto».

Via libera alla passerella, ma tra i proprietari dei terreni sui quali verrà realizzata c’è chi non è d’accordo. Il consiglio comunale di mercoledì sera ha dato il via libera alla “costituzione dei vincoli a fini espropriativi”, che di fatto consentirà all’amministrazione, nel caso di ci siano opposizioni, di espropriare i terreni necessari all’opera.

Un progetto i cui contenuti sono noti ormai da anni. Si tratta di costruire le camminate lungo il fiume collegando la periferia nella zona dello stadio comunale al centro città. Per il momento è stato approvato lo studio di fattibilità tecnico economica, che prevede un intervento di 910mila euro, oltre 600 dei quali per i soli lavori. Nell’avvio del procedimento si parla di espropri, ma l’intenzione dell’amministrazione è quella di pervenire ad accordi bonari con le proprietà dei terreni – i cittadini interessati sono 22 - sui quali saranno realizzate le passerelle.

Non tutti però a quanto pare sono d’accordo. Di certo non lo è Francesco Fognini, residente in via Raschi, che interviene anche a nome della madre, Rosaria Fagetti. «Esprimiamo il nostro dissenso alla realizzazione dell’opera e alla connessa procedura di reiterazione dei vincoli ed espropriativa», sottolinea. I problemi sono partiti con i rilievi che, a suo dire, sono stati«effettuati quasi di nascosto, senza dare precisa comunicazione ai proprietari e negandone la finalità, poi l’amministrazione comunale ci ha interpellati solo con comunicazione formale di avvio del procedimento firmata dal responsabile, ma senza niente di esplicativo come indennizzi e spiegazioni dell’opera o proposte». Fognini, inoltre, non condivide l’utilità del progetto.

«Non è certo un’opera pubblica indispensabile di cui si sente la necessità - sottolinea - e fa sorgere dei dubbi vista la vicinanza al fiume. Piuttosto ci si occupi della manutenzione ordinaria delle strade e della messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, con un semaforo, all’imbocco di via Raschi e via Del Grosso». Poi ci sono gli effetti concreti: da un lato «la possibile perdita di valore di tutto l’immobile», a causa della fine della quiete di cui si è beneficiato finora, dall’altro il rischio di agevolare l’accesso da parte di malintenzionati dalla passerella alle abitazioni. «Solo nei nostri appezzamenti si avrebbe un’inaccettabile cementificazione di quasi duecento metri cubi al posto di terreno erboso, arbusti e alberi. Alla grande muraglia di cemento armato andranno ad aggiungersi reti metalliche. Altro che belvedere».

Fognini chiede quindi almeno alcuni miglioramenti e l’adeguata attenzione ai disagi che verranno prodotti. «Ridurre la larghezza dai 2,5 metri previsti a 1,5 e costruire la passerella sopra l’argine attuale consentirebbe di ridurre notevolmente i disagi. Le nostre sono proposte e non proteste fini a se stesse. Offriamo la nostra disponibilità a valutare proposte di modifica da parte del Comune». «Qualora si proseguisse senza alcun cambiamento - sottolinea però -, ci vedremo costretti a non accettare passivamente. Saremo attenti sia al metodo, sia ai valori di indennizzo».

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