Motorini alleggeriti di alcuni pezzi. «Questi furti sono opera di una banda»
Per ora i carabinieri non hanno ricevuto alcuna denuncia

Motorini alleggeriti di alcuni pezzi. «Questi furti sono opera di una banda»

Diverse le segnalazioni in Valchiavenna da parte di famiglie preoccupate per alcune “razzie”. Dopo le baite in montagna, i ladri hanno preso di mira un altro settore molto redditizio

Dei ladri, sicuramente non dei vandali che agiscono per puro dispetto, forse una banda organizzata. Potrebbe essere questo l’identikit di chi nell’ultima settimana ha colpito in Valchiavenna mettendo al centro del mirino le motociclette.
Non rubano i mezzi, ma solo parti dei ciclomotori. Da utilizzare altrove o forse da mettere su qualche mercato parallelo clandestino. La prima segnalazione arriva da una famiglia proprietaria di una moto HM: «La motocicletta è stata lasciata da nostro figlio parcheggiata all’esterno del campo sportivo di Prosto di Piuro – spiegano i genitori– e al mattino erano spariti il carburatore e il filtro. Crediamo che sia eventi incredibili in una piccola realtà come la nostra. Una vergogna, roba da grande città».
Non è l’unica segnalazione. Un’altra arriva dalla Vallespluga e risale ad alcune settimane fa. Qui alcuni ragazzi avevano raggiunto il nucleo di Starleggia e poi si erano incamminati in direzione di San Sisto. Una volta rientrati dalla gita hanno trovato le motociclette decisamente “alleggerite”. I danni non sono di quelli da far perdere la testa. Si parla di un centinaio di euro di spesa più manodopera per far tornare la moto perfettamente funzionante.
Difficile, comunque, pensare che qualcuno stia utilizzando pezzi di ricambio per ovviare ai problemi della propria motocicletta o per truccare il motorino. Troppi i casi e tutti concentrati nello stesso arco temporale ristretto. A lasciare perplessi le modalità con cui vengono effettuati i colpi. Teoricamente sembra più semplice rimuovere l’intero mezzo e poi smontarlo con calma in un luogo tranquillo piuttosto che operare con cacciaviti e pinze in mezzo alla strada con la possibilità di essere visti da qualcuno.
Necessarie, ovviamente, anche competenze tecniche visto che individuare le singole parti per chi non conosce il motore non è proprio semplicissimo.
Dopo la banda delle baite, che durante la scorsa primavera ha colpito a raffica le seconde case sparse nei maggenghi posti sulla sponda sinistra della Valchiavenna prima di sparire nel nulla con l’arrivo della bella stagione, ora sembra esserci in azione una banda delle motociclette. Le zone segnalate non rientrano tra quelle coperte da sistemi di videosorveglianza. In caso di denuncia, insomma, per gli inquirenti non restano che gli strumenti delle indagini vecchio stile. Per il momento, però, nessuno ha sporto denuncia e non ci sono quindi indagini ufficiali.

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