Medico di base va in pensione. In Valmalenco scoppia la protesta
L’ambulatorio di Lanzada rischia di rimanere vuoto

Medico di base va in pensione. In Valmalenco scoppia la protesta

A partire dal primo luglio cesserà l’attività a Lanzada e Caspoggio il dottor Erio Caprari. «Dovevano pensarci mesi fa - Inaccettabile dover arrivare fino a Sondrio solo per una ricetta»

C’è subbuglio in Valmalenco in seguito alla notizia che dal primo luglio il medico di base, - dottor Erio Caprari, al momento in servizio a Lanzada e Caspoggio - andrà in pensione e, usiamo il condizionale, potrebbe non essere rimpiazzato. Le notizie ormai escono sui social network e rapidamente si diffondono. Tutto è nato da un post su Facebook del 13 di giugno, apparso nel gruppo “Sei della Valmalenco se”. Alcuni residenti di Lanzada hanno scritto di aver ricevuto una lettera dalla Ats (l’Agenzia di Tutela della Salute della Montagna) con la quale si annunciava il prossimo pensionamento del dottor Caprari e si invitavano i suoi pazienti a scegliere un nuovo medico di base. «Ricevere una comunicazione di questa portata con soli 15 giorni di preavviso non è corretto - il commento di Simone, un assistito -. Ma la cosa ancora più grave è che alla Ats di Sondrio ho scoperto che l’unico medico disponibile per Lanzada e Caspoggio non ha più posti disponibili. Se così fosse, sarebbe una situazione inaccettabile, soprattutto per un anziano o per una persona che ha difficoltà a effettuare spostamenti».
La news non è una novità per il sindaco di Lanzada, Marco Negrini, che commenta: «Siamo a conoscenza di questa problematica da tempo; il servizio di medicina di base è diviso in ambiti e i comuni della Valmalenco sono compresi in quello che va da Ponte in Valtellina a Berbenno; se i medici della Valmalenco non hanno posti disponibili, la scelta ricade su altri medici che lavorano in questo ambito. Lo stesso vale per il residente di Ponte che magari è costretto a scegliere un medico a Berbenno. Purtroppo gli amministratori locali non possono fare nulla, se non mettere a disposizione sui singoli territori gli spazi da adibire a ambulatori medici, a canoni d’affitto pressoché bassissimi. Il servizio di medicina di base dell’Ats della Montagna mi ha rassicurato che stanno lavorando a una soluzione che non comporti disagio agli utenti. La Valmalenco è considerata un sub-ambito importante e per questa ragione chiedono agli utenti di pazientare ancora per qualche giorno».
In valle l’opinione più diffusa tra di cittadini è come quella di Giuseppe: «Non è bello venire a sapere notizie di questa importanza con così poco preavviso. Chi di dovere avrebbe dovuto pensarci non giorni, ma alcuni mesi prima, e non arrivare a cercare una soluzione dell’ultimo minuto. Aspettiamo qualche giorno, poi vedremo. Per ora sospendo ogni giudizio; certo se Lanzada e Caspoggio dovessero restare senza medico di base sarebbe inaccettabile; dover andare anche solo a Sondrio - se non più lontano - per una ricetta è un’assurdità».

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