Mazzo al palio dei sei campanili  «Tentiamo di nuovo la fusione»
Il sindaco di Mazzo lancia l’appello ai colleghi di Lovero e Vervio

Mazzo al palio dei sei campanili

«Tentiamo di nuovo la fusione»

Visto il successo della parrocchia unica celebrato domenica

Il sindaco Franco Saligari ha rilanciato la proposta a Lovero e Vervio.

Domenica nel giorno della festa finale del palio dei 6 campanili, manifestazione che esalta l’unità della comunità parrocchiale di Mazzo, Tovo, Vervio, Lovero, Sernio e Rogorbello, il sindaco di Mazzo, Franco Saligari, rilancia l’idea della fusione dei comuni, bocciata dai cittadini nel referendum del dicembre 2013.

Il primo cittadino l’ha fatto al termine della cerimonia religiosa all’interno della chiesa parrocchiale di Santo Stefano, prendendo il microfono e guardando dritto negli occhi due colleghi sindaci dei comuni che sono interessati alla fusione quali Enzo Quadrio, sindaco di Vervio, e Anna Saligari, sindaco di Lovero. «Non vorrei strumentalizzare politicamente le parole del vescovo Oscar e di don Gianluca, che hanno illustrato la bontà della comunità parrocchiale unica, ma il parallelismo con la realtà amministrativa mi sorge spontaneo. Come la comunità parrocchiale dei 6 campanili è nata dalla necessità di unire le parrocchie per la crisi di vocazioni e la carenza di sacerdoti, primo passaggio verso la nascita di una parrocchia unica, anche il venir meno di cittadini disponibili a impegnarsi nella vita amministrativa dei loro paesi deve far capire che prima e poi dovremo unirci e fonderci anche noi comuni». Della carenza di vocazioni amministrative ne sanno qualcosa proprio a Mazzo, visto che fra la giunta guidata dal sindaco Clotildo Parigi, primo cittadino ai tempi del referendum, e quella attuale guidata da Salgari, c’è stato un periodo di commissario prefettizio perché alle elezioni amministrative non si era presentata nessuna lista.

Il sindaco di Vervio, Enzo Quadrio, ha preferito non rilasciare nessun commento alle parole del collega di Mazzo. D’altro canto la propria adesione alla fusione Vervio, che è il comune più piccolo, l’aveva data anche nel 2013 col 53% di sì (64 voti favorevoli e 52 contrari alla fusione). «Faccio mie le parole del vescovo Oscar Cantoni che, riferendosi alla comunità dei sei campanili, ha detto uniti ma distinti - afferma il sindaco di Lovero Anna Saligari -. Rispetto al 2013 con l’avvento della comunità parrocchiale dei sei campanili, credo che ora sia più facile la fusione dei Comuni, per questo motivo mi trovo perfettamente d’accordo col sindaco di Mazzo, Franco Saligari».

Fra i comuni che andarono al referendum nel 2013 e quelli che costituiscono la comunità parrocchiale dei 6 campanili c’è la differenza di Grosotto, che non fa parte della comunità parrocchiale. Invece non andò al voto Sernio, che fa parte della comunità parrocchiale dei sei campanili.

Al referendum del 2013 per la fusione, oltre a Vervio il sì si impose a Grosotto col 57% dei consensi (388 contro 292). Il fronte del no alla fusione invece si impose a Mazzo (277 contrari e 205 favorevoli), a Lovero (223 contrari contro 123 favorevoli) e a Tovo (158 contrari contro 120). A ispirare il fronte del no alla fusione fu il Comitato per l’unione guidato da Patrizio Patelli e Vincenzo Osmetti, che aveva radici in ognuno dei comuni.

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