Massi sulla decauville, polemiche in Comune a Valdidentro
Le reti paramassi piegate dal materiale

Massi sulla decauville, polemiche in Comune a Valdidentro

Altra frana sul percorso martedì sera. E sulla gestione dell’emergenza scontro col sindaco.

Ancora smottamenti lungo la strada della decauville, in Valdidentro, il percorso sterrato che collega l’abitato di Arnoga alla strada di Cancano “passando” sopra l’abitato di Isolaccia. A circa dieci giorni di distanza dal primo smottamento, la fitta pioggia di martedì sera ha causato nuovi eventi franosi.

Immediato l’allarme e tempestivo l’intervento di vigili del fuoco, della Polizia locale, del responsabile dell’ufficio tecnico e degli amministratori locali che hanno chiuso immediatamente i percorsi interessati dalla caduta massi e dallo scivolamento a valle di colate detritiche.

Repentina anche la comunicazione agli uffici turistici ed agli operatori soprattutto per evitare che i biker e gli escursionisti salissero in quota. Un allarme tenuto sotto controllo con l’evacuazione, per precauzione e per una sola notte, di due famiglie che ieri avevano già fatto ritorno nelle proprie abitazioni.

Situazioni oramai purtroppo sempre più usuali, in montagna, quelle legate agli smottamenti a maggior ragione durante un’estate meteorologicamente difficile come quella attuale con il caldo torrido dei giorni scorsi e le fitte precipitazioni che ne sono seguite.

Ma la gestione dell’emergenza in Valdidentro, già nei giorni scorsi ma soprattutto ieri, è stata al centro del dibattito tra maggioranza e minoranza. Il capogruppo dell’opposizione Ezio Trabucchi, in una nota ha sottolineato che, a causa dei temporali della settimana scorsa, «l’amministrazione comunale di Valdidentro interveniva liberando dal materiale franoso solo il sedime della strada senza occuparsi di quello depositatosi a monte e a valle della strada stessa, anzi facendo scaricare a valle il materiale finito sulla strada».

Per la minoranza, martedì sera, una parte del materiale è “scivolata” sopra il materiale preesistente e attualmente il tutto «incombe - si legge nella nota della minoranza - sull’abitato di Sant’ Antonio, con grave pericolo per i residenti, essendo andate danneggiate le protezioni esistenti in quanto non rimosso il materiale e stante la presenza di massi instabili a monte». La maggioranza, ieri impegnata a monitorare la situazione e ad approntare i provvedimenti del caso, ha fatto sapere «che risponderà punto per punto alle affermazioni della minoranza».

«Per ora fondamentale - si è limitato a commentare il sindaco Massimiliano Trabucchi - garantire l’incolumità pubblica; stiamo tenendo costantemente sotto controllo la zona».

Il primo cittadino ieri ha firmato l’ordinanza di chiusura della via Sant’ Antonio - a partire dall’incrocio con la strada dei laghi di Cancano fino al civico 19/a della stessa - e della strada decauville a partire dall’incrocio con la strada dei laghi di Cancano fino a quello con la strada della val Vezzola.

Nel provvedimento si specifica che, a seguito di ispezioni, è stato accertato che i massi e le colate detritiche si sono staccati dal versante delle cime di Plator e che sarà necessario effettuare un sopralluogo tecnico al fine di sincerarsi circa possibili eventuali altri smottamenti.

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