La sfida per gli architetti è assecondare la montagna
Uno dei pannelli che illustrano i progetti (Foto by foto Gianatti)

La sfida per gli architetti è assecondare la montagna

Progetti in mostra a castel Masegra di Sondrio fino al 15 aprile

Sfidare la montagna, ma con rispetto; assecondarla, ma con personalità; amarla senza compromessi: questi i tre punti cardine che accomunano i progetti raccolti nella mostra “Architettura arco alpino” inaugurata venerdì a Castello Masegra. La mostra è costituita da 22 pannelli sui quali, con fotografie e una breve relazione, sono descritti i progetti architettonici realizzati nei territori dell’arco alpino tra 2010 e 2016 e che sono stati giudicati i migliori tra i quasi 250 presentati per la rassegna, promossa dall’associazione “Architetti arco alpino” che accomuna professionisti delle province di Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Sondrio, Torino, Trento, Udine e Verbania. Dei 22 progetti illustrati nella mostra ne sono stati premiati quattro dalla giuria composta da Bernardo Bader(Austria), Sebastiano Brandolini(Italia) e Quintus Miller(Svizzera): un complesso residenziale di Appiano (Bolzano); il recupero della borgata Paraloup di Rittana (Cuneo); la piazza dell’abbazia di Novacella (Bolzano) e il progetto “Wood and the dog” realizzato in provincia di Cuneo. Tra le opere in mostra, anche due dell’architetto valtellinese Enrico Scaramellini: «Sono molto felice - ha sottolineato quest’ultimo - e orgoglioso per essere stato selezionato da una giuria altamente qualificata. Questa mostra è un punto di partenza per promuovere un certo tipo d’architettura nell’arco alpino e capire il nostro ruolo in questo contesto territoriale». La mostra sarà visitabile da martedì a domenica fino al prossimo 15 aprile dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19. «Operiamo in un territorio - ha evidenziato Giovanni Vanoi, presidente dell’Ordine degli architetti - che ha sue caratteristiche peculiari ed è vulnerabile, quindi dobbiamo prestare molta attenzione. Con questa rassegna vogliamo inoltre rilevare le eccellenze architettoniche già presenti e divulgarle alla cittadinanza».

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