La salute s’impara sui banchi di scuola  «Sfida da vincere»
Il convegno “A scuola di... buone pratiche di salute” (Foto by foto gianatti)

La salute s’impara sui banchi di scuola

«Sfida da vincere»

Segnali incoraggianti dai dati raccolti in Valle. Il 32% degli alunni va a piedi, il 6% in bicicletta. Al 70% il consumo di merende sane, ma la verdura stenta.

A settembre in ogni scuola arriverà un totem dedicato ai comportamenti corretti per restare in salute, dall’attenzione a tavola fino all’attività fisica, perché «la sfida è far capire fin da piccoli l’importanza degli stili di vita».

In Valle i dati raccolti nelle scuole mostrano segnali incoraggianti su diversi fronti, ma per costruire abitudini corrette serve un impegno quotidiano: è il messaggio lanciato lunedì nel convegno “A scuola di... buone pratiche di salute”, che nella sala Succetti di Confartigianato ha riunito esperti, dirigenti scolastici e insegnanti su iniziativa dell’Ats della montagna e della Rete delle scuole che promuovono salute, attualmente composta da 12 istituti di Valtellina e Valchiavenna.

Al centro dell’attenzione, le attività proposte dalle scuole e la strategia delineata da Regione e Ats per la promozione della salute, uno dei compiti fondamentali dell’ente, ha sottolineato il direttore generale Maria Beatrice Stasi. «Nel nome “Agenzia per la tutela della salute” c’è la nostra mission - ha spiegato - che comprende la prevenzione, per fare in modo che le persone sane non si ammalino e che mantengano un’alta qualità di vita. E per far questo bisogna partire molto presto, per cui è fondamentale la collaborazione con la scuola. I nostri sforzi da soli non sono sufficienti, lavorando insieme al mondo della scuola, come con le aziende, possiamo unire tante voci che moltiplicano questo messaggio».

Un obiettivo che già da diversi anni vede impegnata la Rete delle scuole che promuovono salute, ha spiegato Maria Pia Mollura, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Paesi orobici (capofila della “squadra”), con iniziative nei singoli istituti e «con una collaborazione costante con enti e realtà del territorio» per promuovere attività e progetti. E proprio il radicamento nelle realtà locali è uno degli elementi chiave per la riuscita delle iniziative, ha sottolineato Liliana Coppola, dirigente della struttura Promozione della salute della Regione Lombardia: «Esperienze e studi dimostrano che l’informazione da sola non basta, la presenza dell’esperto in classe non cambia le abitudini - ha rimarcato -. Il modello della Rete punta a sviluppare le competenze degli alunni e insieme a lavorare sugli aspetti ambientali e organizzativi, rafforzando la collaborazione con le altre realtà perché i programmi più riusciti sono quelli che si integrano nella vita quotidiana della comunità e sono legati alle tradizioni locali».

La situazione di partenza in provincia mostra diversi elementi incoraggianti, ma l’impegno va proseguito per «mettere in condizione tutti, fin da piccoli, di fare scelte consapevoli», ha sottolineato il direttore sanitario dell’Ats Lorella Cecconami. «In base ai dati dell’indagine “Okkio alla salute” realizzata nelle scuole - ha spiegato -, il 32% degli alunni va a scuola a piedi, il 6% in bici e circa il 2% con il Piedibus, quindi possiamo dire che Sondrio è un territorio che cammina, calcolando che il 39,5% dei bambini abita ad oltre un chilometro dalla scuola. Anche sull’attività sportiva i dati sono piuttosto incoraggianti, mentre in tema di alimentazione si è diffusa l’abitudine delle merende salutari, con un aumento dal 49% al 70% dei bambini che consumano a metà mattina uno spuntino adeguato, ma resta scarso il consumo complessivo delle verdure». E così da settembre nelle classi ripartiranno attività e percorsi a tema.

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