Infermieri, il primo giorno a Faedo
Primo giorno degli aspiranti infermieri: si prova la pressione (Foto by Foto Gianatti)

Infermieri, il primo giorno a Faedo

Un centinaio di giovani aspiranti in visita alla sede valtellinese del corso di laurea. Solo poco più della metà sono della Valle, gli altri arrivano da lontano, anche da Calabria e Sardegna.

«La vostra è una scelta coraggiosa, perché avete deciso di lavorare in prima linea, a contatto con le persone. Per questo, proprio come ha precisato la tutor Antonietta Quetti, vivrete giorni difficili e giorni belli, ma alla fine carichi di soddisfazione».

Così si è espressa Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna, davanti agli aspiranti studenti del corso di laurea in Infermieristica che, ieri mattina, hanno raggiunto la sede di Faedo Valtellino del corso di studi che fa capo alla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano-Bicocca.

Ad attenderli, oltre al direttore Stasi, anche Carmela Ongaro, coordinatore didattico della sede di Faedo, unitamente ai tutor Antonietta Quetti, Davide Contestabile, Carmen Crapella, Arianna Fiorelli e Monica Nonini. In parte direttamente coinvolti nell’open day esplorativo del corso, in parte impegnati in sessioni d’esame che non lasciavano adito a dubbi circa la serietà e la complessità della materia.

«Il fatto che abbiamo una capienza massima di 35-38 studenti per corso - ha precisato Ongaro -, per cui, alla fine, ci conosciamo tutti per nome, non deve indurre a pensare che si sia di manica larga. Niente affatto, anzi, siamo molto esigenti, perché la professione stessa è esigente. In tre anni di corso, infatti, dobbiamo formare infermieri che abbiano una preparazione di base, non specialistica, in quanto la specializzazione sarà frutto di ulteriori master o del proseguimento del corso di studi, e questo facciamo. Tant’è che preferiamo chiarire subito che si tratta di un corso di laurea piuttosto impegnativo, in cui è richiesta una frequenza obbligatoria almeno al 70% delle lezioni, ma, l’optimum sarebbe essere presenti a tutti i momenti formativi tenuti, direttamente, qui, nella sede di Faedo, da insegnanti ad hoc, oppure in collegamento video con la sede centrale di Milano-Bicocca o altre sedi staccate. Oltre ai tirocini negli ospedali». Vale la pena ricordare, infatti, che il corso di Faedo è in rete con tutte le altre sedi del corso di Infermieristica di Milano-Bicocca e, quindi, chi partecipa alla prova di ammissione, fissata per il 4 settembre, alle 11, a Milano Bicocca, può dare indicazione della sede in cui preferirebbe frequentare.

«Noi abbiamo 54 studenti della provincia di Sondrio e 44 di fuori - precisa Carmela Ongaro -, di cui una nutrita delegazione, forte di 20 studenti, proviene dalla bergamasca, mentre sette arrivano da altre regioni d’Italia, fra cui Calabria e Sardegna. Ciò non toglie che possono esserci anche valtellinesi e valchiavennaschi che preferiscono seguire i corsi altrove, e, in genere, si cerca di andare incontro alle esigenze di tutti, fermo restando il rispetto delle “capienze” di ciascuna sede, fra Monza (San Gerardo), Desio (Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate), Bergamo (Azienda Papa Giovanni XXIII), Lecco (Ospedale Manzoni), e Sesto San Giovanni (Gruppo Multimedica Ircss), e il posizionamento in graduatoria ottenuto a seguito del test di ammissione». Va tenuto presente che i posti disponibili sono 370 e che, ogni anno, al test partecipano dai mille ai 1.100 aspiranti corsisti «per cui occorre prepararsi molto bene, dato che, in 100 minuti, bisogna rispondere a 60 quesiti – sottolinea Ongaro – e la graduatoria può scostarsi solo per pochi centesimi di punto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA