Inaugurata la Casa del rugby, inno alla bellezza

Inaugurata la Casa del rugby, inno alla bellezza

Portata storica per il taglio del nastro della struttura, nuovo punto di riferimento per l’intero sport cittadino che si arricchisce di un edificio di grande prestigio.

Alle 11,30, orario in cui era fissato il taglio del nastro, la zona antistante il nuovissimo edificio era gremita di persone. Le ultime leve della pallovale, i giocatori della prima squadra, ma, soprattutto di veterani. Cioè di quelli che hanno dato avvio alla storia del rugby sondriese, all’inizio degli anni ’60, e altri che l’hanno proseguita.

Dopo la benedizione di don Luca Castelli, per il taglio del nastro sono state chiamate le ragazze del Liceo scientifico Donegani, che di recente hanno vinto il titolo italiano studentesco.

Prima di salire, mediante il maestoso scalone posto sul lato posteriore dell’edificio, al piano rialzato, si sono susseguiti gli interventi di rito. Per la Provincia ha parlato Franco Angelini, seguito da Alcide Molteni che al ruolo istituzionale di sindaco aggiunge quello di medico sociale del rugby per molte stagioni. «Questa sede è un posto unico - ha premesso il primo cittadino - un’opera eccezionale, rifinita anche nei particolari, che dimostra come il Rugby Sondrio abbia forza, intelligenza e passione. Sono sicuro che sarà apprezzata e frequentata anche da altre società sportive».

Espressioni entusiastiche, per la bellezza dell’insieme, ha speso il presidente regionale della FIR, Angelo Bresciani: «Non posso che magnificare quest’opera: è davvero grandiosa e sarà sicuramente molto frequentata. Complimenti al presidente Sciaresa che ha avuto la tenacia di pensare così in grande».

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