Il sindaco sul cane in custodia giudiziaria  «Autorità scavalcate»
Il cane al centro della polemica

Il sindaco sul cane in custodia giudiziaria

«Autorità scavalcate»

Cosio Valtellino: Vaninetti sconcertato dall’esito del caso. «Quattro verbali ufficiali di veterinari Ats, Forestale ed Enpa resi inutili e ribaltati dall’ultima valutazione».

«Se l’intento era un’azione demagogica e populista, l’obiettivo è stato raggiunto. Ma ci si chiede che peso abbiano le autorità competenti, dal servizio veterinario alle guardie forestali fino all’Enpa, se poi tutti i loro riscontri a seguito di sopralluoghi sono stati disattesi da una decisione che va nella direzione opposta».

È netto il sindaco di Cosio Valtellino, Alan Vaninetti, sulla questione del cane custodito a Regoledo nei pressi del cantiere della nuova statale 38, che martedì, dopo una campagna di anni condotta dalla Lav di Sondrio, ha visto l’intervento dei carabinieri di Morbegno che hanno trasferito l’animale al canile di Busteggia diventato suo custode giudiziario. Della questione il Comune si occupa da tempo, sebbene il sindaco tenga a sottolineare che «mai sono state portate in municipio e alla nostra attenzione quelle oltre mille firme che la Lav continua a sostenere di averci consegnato».

D’altra parte, il sindaco fa presente anche che «gli interventi dei veterinari, compreso un veterinario comportamentalista, della forestale, dell’Enpa sono stati molteplici e tutti hanno convenuto in ogni occasione che non fosse necessario intervenire». A conferma di quanto sostenuto, è dell’aprile dello scorso anno l’ultima comunicazione dell’Ats che, congiuntamente a corpo forestale dello stato, polizia locale di Cosio Valtellino ed Enpa, ravvisava «nessuna violazione delle norme a tutela degli animali e in generale buone condizioni per il cane» segnalato dalla Lav.

Quel sopralluogo era il quarto e nel verbale del servizio veterinario si indicava con «inequivocabile certezza il buono stato di salute del cane» dopo una osservazione che aveva riguardatole reazioni vigili, l’interazione con le persone, l’assenza di segni di maltrattamenti e sofferenze, la sua abitudine a portare la pettorina e all’uso del guinzaglio, con volontà di rimanere nell’ambito di controllo del gruppo sociale, privo di comportamento aggressivo e di alterazioni del comportamento nel gruppo. Pareri ribaltati dalla recente azione, che ha trasferito il cane al canile e che la Lav si augura sia un passo per togliere l’animale ai proprietari e renderlo adottabile.

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