Il Bombardino compie 45 anni  «E ora lo difenderemo sul web»
Erich Ciapponi fu il primo a servirlo nel 1972

Il Bombardino compie 45 anni

«E ora lo difenderemo sul web»

Livigno, la bevanda nata nel 1972per riscaldare gli sciatori: «Va fatto con il whisky e non usando il rum».

Buon compleanno. Il Bombardino compie 45 anni e si pensa anche a una pagina Facebook per tutelarlo. Tutti la conoscono questa bevanda calda, cocktail di 27 gradi formato da vov, whisky e panna, che si beve in inverno sulle piste da sci.

Ma forse non tutti ne conoscono la storia e non sanno che il Bombardino è nato, per puro caso come tante altre invenzioni di successo, a Livigno, al Mottolino. «Il Bombardino è un’invenzione dell’allora direttore degli impianti di risalita del Mottolino nel 1972, Aldo Del Bò, e io sono stato il primo a servirlo ai clienti nel mio ruolo di direttore del rifugio - rivela Erich Ciapponi, 68 anni, da 50 a Livigno, storico direttore di più locali nel Piccolo Tibet, ora all’hotel Galli-Cenacolo -. Del Bò era un cultore del whisky che metteva ovunque e quindi decise di metterlo anche nel vov caldo che era servito col latte o con la panna montata. Iniziammo a servirlo e i primi estimatori furono i maestri di sci che nell’intervallo di dieci minuti fra una lezione l’altra gradivano parecchio questa bevanda calda ed energetica, che non aveva un nome specifico e si chiamava semplicemente vov caldo con whisky e panna».

Il battesimo di quella bevanda nuova che piaceva a tutti era però nell’aria: «A Livigno ci fu l’assemblea di tutti i direttori delle stazioni invernali d’Italia e dopo pranzo Del Bò fece assaggiare la bevanda della casa e uno dei convenuti, non ricordo più sinceramente chi, la chiamò “bombardino”. E questo nome dal quel giorno ha accompagnato la bevanda che senza whisky in Svizzera a Davos si chiamava schnnebau (palla di neve), io la bevevo da ragazzo da apprendista sciatore a Davos, ma non era alcolica» ricorda Ciapponi.

Il gradimento portò il Borbardino a essere poi preparato anche negli altri bar di Livigno. Divenne famoso anche grazie al compianto barman della Tea del Vidal, après ski del Mottolino e un tempo discoteca, che lo presentò all’Aibes, associazione barman e sostenitori. «Penso che il Bombardino abbia sostituito la grolla valdostana come simbolo di socializzazione - sostiene Ciapponi -. Energetico e alcolico, dà euforia e fa scattare l’amicizia fra i turisti di tutte le etnie. Quello originale prevede l’utilizzo del whisky, a metà col vov. A livello industriale è prodotto col rhum. Presto per tutelare la vera ricetta del Bombardino aprirò una pagina facebook con storia e ingredienti. Va servito rigorosamente in bicchieri di vetro trasparenti».

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