Frontalieri,  domani strada aperta. Polemiche sugli “aiuti”
Le autorità cantonali hanno comunicato la riapertura della strada

Frontalieri, domani strada aperta. Polemiche sugli “aiuti”

Ieri le autorità cantonali hanno comunicato la riapertura della vecchia strada, quella che passa da Spino e Promontogno, per le 6,30 di domani mattina, fino alle 20.

Da domani si passerà. Ieri le autorità cantonali hanno comunicato la riapertura della vecchia strada, quella che passa da Spino e Promontogno, per le 6,30 di domani mattina, fino alle 20.

Potranno passare automezzi fino a 32 tonnellate di peso e dodici metri di lunghezza. Si tratta di una bella notizia per i residenti, visto che la colata di venerdì scorso aveva sostanzialmente spezzato in due la Val Bregaglia.

Ma questa novità è decisamente importante anche per i frontalieri che, fino a oggi, hanno dovuto puntare sulla strada del Bernina o su un lungo giro dallo Spluga e dallo Julier per raggiungere il posto di lavoro in Engadina. Finiscono le preoccupazioni e le ricerche di passaggi e di posti letto per evitare viaggi interminabili. E in qualche modo sembra venire meno anche la necessità di provvedimenti straordinari per supportare i lavoratori.

Nei giorni scorsi il Consiglio sindacale interregionale si era attivato, in Italia, per chiedere al ministero degli Esteri di contattare il governo grigione e chiedere misure eccezionali di sostegno per aziende e dipendenti. «In realtà - sottolinea dalla sede ticinese del sindacato Unia Sergio Aureli - gli strumenti per affrontare una situazione complessa sono sostanzialmente previsti dalla legge svizzera, ad esempio con le norme relative al lavoro ridotto, e non è questo il caso della richiesta di supporto relativa alle intemperie».

Una precisazione rassicurante per le imprese e il personale. Le polemiche non sono mancate, anche sui social network. L’esponente ticinese dell’Udc Alain Bühler, ad esempio, è andato giù duro. «I sindacati italiani dovrebbero sapere che in Svizzera sono previste indennità per lavoro ridotto e intemperie a precise condizioni e vanno richieste dal datore di lavoro, non è di certo l’Italia che può impartirci ordini su cosa fare e come farlo. Ora, alla luce dei fatti, dubito che la maggior parte ne possa beneficiare perché le vie d’accesso da Maloja e Splügen sono assicurate. Ciò non toglie che dovrebbero tutti vergognarsi per la sfrontatezza con cui vengono a battere cassa in un momento così delicato per la Val Bregaglia, per cosa poi? Qualche chilometro in più da fare?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA