Frana del Cengalo, la Protezione civile pronta a presidiare le zone a rischio
Il fiume Mera a Chiavenna invaso dal fango in seguito alla frana del Cengalo del 23 agosto

Frana del Cengalo, la Protezione civile pronta a presidiare le zone a rischio

Definito dalla Comunità montana della Valchiavenna nell’ultima assemblea in caso di forti precipitazioni. Il 3 ottobre atteso un nuovo vertice tra Italia e Svizzera.

Uomini della Protezione civile a presidiare i ponti sul fiume Mera e altri luoghi a rischio esondazione nei momenti in cui sono previste intense precipitazioni. Questo in sostanza il piano di intervento della Comunità montana relativo allo scenario di rischio legato alla frana del Pizzo Cengalo.

Uno scenario inserito dall’ultima assemblea di Comunità montana nel piano di protezione civile della Valchiavenna, in seguito alla frana del 23 agosto e alle successive ondate di detriti che hanno stravolto il territorio della Bregaglia svizzera e hanno seriamente compromesso l’equilibrio ambientale del fiume Mera, a oltre un mese dalla frana ancora “vittima” del trasporto del materiale proveniente dalle colate.

«La frana oltre a colpire duramente il versante svizzero della Val Bregaglia ha creato qualche problema anche al nostro territorio – ha commentato il presidente della Comunità montana Flavio Oregioni –. Dobbiamo ringraziare il nostro ufficio tecnico, i comuni, i volontari per aver avviato immediatamente un monitoraggio che ha permesso di avere sott’occhio l’intera asta del fiume nei momenti più critici».

Un sistema che ora è stato recepito ufficialmente dal piano di Protezione civile. Diventa, quindi, uno standard operativo nel caso in cui le precipitazioni dovessero essere particolarmente intense.

Come avvenuto in due occasioni dopo la frana di un mese fa. Lo scorso 13 settembre è stato, infine, varato un tavolo operativo tra Italia e Svizzera in materia di prevenzione e protezione civile, per gestire e coordinare le operazioni necessarie ad affrontare le criticità ambientali e idrogeologiche causate dalla frana del Cengalo coordinato dal sottosegretario regionale Ugo Parolo.

«Non abbiamo ancora l’ufficialità – ha commentato Oregioni –, ma il tavolo dovrebbe tornare a riunirsi il 3 ottobre. Non è l’unico passo compiuto in queste settimane, visto che abbiamo avuto un importante incontro con il ministro per l’ambiente Gian Luca Galletti».

L’operato dei giorni successivi la frana è stato condiviso anche dalla minoranza: «Si è trattato di un esempio pratico e concreto di collaborazione, per il quale dobbiamo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati, a partire dal presidente della Provincia – ha commentato in merito il sindaco di Gordona Mario Guglielmana –, che vorremmo che non fosse un caso isolato legato a un momento di emergenza. In emergenza questa valle lo è sempre, anche quando affrontiamo altri temi, dal sociale al lavoro».

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