Fondazione Camagni, voto in assemblea:  scioglimento vicino a Tirano
Una fase dell’assemblea svoltasi a Tirano per definire lo scioglimento della Fondazione Camagni

Fondazione Camagni, voto in assemblea:

scioglimento vicino a Tirano

Undici voti favorevoli su ventuno votanti nella riunione dei delegati di diciotto Comuni a Tirano. Dibattito acceso sull’attribuzione dei beni in possesso.

Quasi due ore e mezzo di assemblea animata prima della votazione finale: su 21 votanti, 11 sono stati i voti favorevoli allo scioglimento della fondazione Camagni nata nel 1921, 4 quelli favorevoli con riserva (legata alla necessità della destinazione pubblica dei beni di proprietà della fondazione), 5 voti contrari e 1 astenuto.

Si è conclusa così giovedì sera l’assemblea dei delegati dei diciotto Comuni compresi da Teglio e Livigno facenti parte della fondazione. Assemblea convocata per due punti: l’analisi dell’unica offerta pervenuta alla manifestazione di interesse per la vendita dell’ex cinema Italia e la proposta di sciogliere la fondazione che si ritrova a non avere le risorse per pagare l’Imu.

In realtà l’analisi della proposta di acquisto è stata soltanto accennata, mentre la discussione ha riguardato il ventilato scioglimento della fondazione. Unica «soluzione percorribile» questa, secondo il presidente Egidio Trisolini, in quanto l’ente «non è più idoneo ad affrontare il nuovo complesso e variegato contesto di assistenza e supporto sociale» per cui la Camagni è nata.

Ma a chi andranno i beni, ovvero l’ex cinema Italia, la sede storica di via Visconti Venosta e la ex colonia di Trivigno? Finora si era parlato esclusivamente del Comune di Tirano, mentre durante l’assemblea è emersa un’altra ipotesi. «In base allo statuto, i beni della fondazione in caso di scioglimento possono andare a un ente analogo operante sul territorio oppure, in mancanza di esso, al Comune di Tirano – ha puntualizzato il consigliere Martino Della Vedova -. Quindi è doveroso, con senso di responsabilità, che la Camagni divulghi l’intenzione di sciogliere l’ente facendo una manifestazione di interesse nella quale si chiede se qualcuno è interessato ai beni, ovviamente dietro un progetto preciso. Troppo comodo arrivare a chiudere, gettando la “patata bollente” in mano ad altri senza progettualità».

Annamaria Saligari si è stupita che questo aspetto non fosse mai emerso prima. «È stato il rappresentante di Valdidentro Moreno Balatti a farlo notare, mentre finora il presidente Trisolini ha solo parlato del Comune di Tirano come destinatario dei beni della Camagni – ha rimarcato il sindaco di Lovero -. Prima di alienare, occorre fare un passaggio per capire che non ci siano altri enti con i requisiti interessati a rilevare il patrimonio. Il primo punto all’ordine del giorno, quello dell’offerta per l’ex cinema Italia, non è stato nemmeno discusso e liquidato dal presidente come “non conforme”. Per questa mancanza di chiarezza complessiva il mio voto è contrario».

Trisolini, supportato dalle parole del sindaco Franco Spada, ha dato garanzie: «Un conto è lo scioglimento, un conto la liquidazione che sarà effettuata da un liquidatore nominato dal tribunale che agirà con trasparenza. Il Comune , in quanto non ci sono altri enti analoghi alle finalità della Camagni, si impegnerà a trasferire i proventi dell’eventuale vendita o gestione del compendio ex cinema Italia alla sistemazione della sede storica di via Visconti Venosta e della casa vacanze di Trivigno, a perseguire l’utilità pubblica degli stessi e garantire l’accesso a tutti i cittadini da Teglio a Livigno ai servizi che saranno attivati».

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