Flop al Sant’Antonio. Il Consorzio respinge le accuse di Ruggeri
Botta e risposta con scambio di accuse ad alta tensione tra Consorzio turistico e Comune di Morbegno

Flop al Sant’Antonio. Il Consorzio respinge le accuse di Ruggeri

Il presidente di “Porte di Valtellina” punta il dito contro il Comune: solo decisioni imposte. «In un anno non c’è stato mai verso di collaborare».

«Non esiste capacità organizzativa, non c’é confronto, né programmazione condivisa, ma solamente una superba imposizione dall’alto. In questo lasso di tempo, la programmazione voluta dal solo Comune ha fatto registrare il minimo storico di presenze, alle quali non è corrisposto un risparmio economico sul Sant’Antonio. Peccato, Morbegno non si merita questo: accampare scuse perché si è persa la presidenza del consorzio non fa del bene al turismo e alla capacità attrattiva che, in passato, è sempre appartenuta alla città del Bitto».

Stefano Scetti, presidente del consorzio turistico Porte di Valtellina, sbotta e non ci sta a essere tirato in mezzo per « il mancato successo delle iniziative proposte dal Comune». Sull’ente turistico della Bassa Valle, infatti, grava il giudizio negativo del sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri, che ha parlato di gestione «insoddisfacente del consorzio sugli eventi affidatigli per un’insufficiente azione di promozione».

Da qui la decisione del Comune di cercare «migliori modalità per l’attività promozionale degli eventi sulla città». A suscitare la recente presa di posizione di Ruggeri è stato il flop - in termini di scarsa presenza di pubblico - del concerto di Francesco Gabbani, vincitore dell’ultimo Sanremo Giovani, che si è tenuto giovedì all’auditorium Sant’Antonio, ma i rapporti fra le due parti sono tesi da tempo.

«I problemi risalgono al caso D’Agata (l’assessore di Morbegno, allora presidente del consorzio, che aveva proposto nel Cda l’assunzione della moglie del vicesindaco di Morbegno come nuova dipendente del consorzio turistico, ndr), da allora il Comune ha dichiarato guerra al consorzio. Spiace perché dopo quella bufera (che aveva portato alle dimissioni dal consorzio di D’Agata, ndr) non si è colta un’occasione storica: c’era un Cda rinnovato, un tecnico e non un politico, il sottoscritto, alla presidenza e quindi la possibilità di confronto su un terreno neutro. L’opportunità, invece, non è stata colta: è un anno che rivesto questo ruolo, ho sempre cercato di essere collaborativo con tutti, ma con Morbegno non cè stato verso di cooperare, ogni scelta è stata calata dall’alto imponendola a chi organizza e fa marketing di eventi di mestiere».

La corda che univa i due soggetti pare, a questo punto, completamente rotta. «Basti pensare che di recente il Comune ha organizzato una riunione su Morbegno in cantina e Gustosando, che porta il marchio di Porte di Valtellina, senza invitarci» spiega il presidente, che si dice «preoccupato» per lo scenario che si sta delineando.

«Oggi dagli associati ho ricevuto decine di telefonate di vicinanza, ma anche lamentele perché non si trovano bene con Morbegno. Questo non mi fa piacere e si aggiunge alla percezione negativa della città che, al di fuori di un paio di eventi, ha perso il podio per vitalità commerciale, “movida” e qualità di proposte».

Sul Sant’Antonio, Scetti precisa che «il Comune dovrebbe dire che non esiste ancora l’abitabilità completa, senza giustificarsi per una situazione ereditata dal passato. Per il concerto di Gabbani sono venuto incontro alla richiesta del Comune e ho sottoscritto il contratto con la società organizzatrice per garantire la responsabilità sull’evento. E poi: se al concerto ci fossero state 300 persone il merito sarebbe stato del consorzio? Se Morbegno vuole dissociarsi, mi auguro che abbia la decenza di affidare il servizio a un esperto che abbia capacità di settore».

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