Eliski, il Club alpino torna all’attacco  «Non è vietato ma noi lo condanniamo»
Pollice verso nei confronti del cosiddetto eliski

Eliski, il Club alpino torna all’attacco

«Non è vietato ma noi lo condanniamo»

Il presidente del sodalizio di Chiavenna boccia le iniziative programmate sul territorio: «Sappiamo bene che la pratica è legittima però non ha nulla a che vedere con la montagna».

Non piace agli appassionati di montagna soci del Cai e la presa di posizione recente del direttivo della sezione chiavennasca guidata da Lorenzo Scaramellini non stupisce di certo. Pollice verso nei confronti del cosiddetto eliski, la pratica di salire sulle pendici delle montagne con l’elicottero e poi scendere con gli sci: «Registriamo con dispiacere che quest’inverno in Valchiavenna sono previste attività di eliski programmate durante tutto l’arco della stagione da parte di diversi organizzatori», scrive in una nota la sezione della città del Mera del Club alpino Italiano.

E lo dice con il peso non indifferente di tutti i suoi oltre 800 soci. «La sezione Cai di Chiavenna, rifacendosi anche al Bidecalogo del Club, ribadisce fermamente il proprio disappunto e la propria assoluta contrarietà a tale tipo di attività».

Una posizione di principio, visto che l’eliski è una attività, magari criticata, ma perfettamente legittima. Come legittima l’attività di chi organizza i tour mettendo a disposizione elicotteri per le rotazioni e guide alpine in grado di garantire un buon margine di sicurezza ai turisti. Un’attrattiva turistica, anche se destinata evidentemente a pochissimi facoltosi.

C’è una domanda, insomma, e quindi c’è anche un’offerta. Legge di mercato. L’ultimo numero del periodico del Consorzio Turistico Valchiavenna, infatti, dedica alla pratica e all’offerta presente un ampio servizio. L’eliski non è vietato dalle norme italiane. I comuni possono disciplinarlo, magari chiudendo parti del territorio a questo pratica. In Valchiavenna in tal senso si è mossa solo Villa di Chiavenna, che ha interdetto l’accesso a una parte del suo versante destro per il rischio di caduta di slavine.

Il riferimento al bidecalogo non è una novità per il gruppo Cai chiavennasco. Già alla fine del 2014 la sezione si mosse condannando duramente il programma del Madesimo Freeride Experience, che proponeva eliski e uscite in motoslitta. Un programma che, poco dopo, venne cancellato. E mai più riproposto. Ovviamente, però, l’eliski non si è fermato. Anche con qualche episodio non proprio edificante. Lo scorso inverno, anzi in primavera visto che l’episodio è avvenuto a fine marzo, un gruppo di scialpinisti valchiavennaschi protestò furiosamente per il pericolo creato dalla presenza, mentre erano poco sotto la vetta lungo una cresta molto esposta e caratterizzata da cornici di neve e ghiaccio, di un elicottero, proveniente a quanto pare dalla Svizzera, sulla cima del Pizzo Stella.

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