Difesa del suolo, ecco quanto speso  dopo l’alluvione
Il 18 luglio a Tartano una frana si abbatté sul condominio La Quiete e poi sull’albergo Gran Baita. In tutto nella vallata persero la vita 21 persone

Difesa del suolo, ecco quanto speso

dopo l’alluvione

Protezione civile all’opera nel weekend. Intanto rivelati i dati in attuazione della Legge Valtellina.

Nel trentennale dell’alluvione scendono in campo i volontari della Protezione civile, per due giorni di esercitazioni con centinaia di operatori di tutto il territorio provinciale. Un modo per segnare un anniversario importante con un’azione concreta, ha spiegato ieri l’assessore regionale Simona Bordonali, presentando insieme al presidente della Provincia Luca Della Bitta e al sottosegretario regionale Ugo Parolo le iniziative organizzate dal Pirellone per la ricorrenza del 1987.

«In questi trent’anni la Regione insieme alla Provincia ha realizzato interventi importanti – ha detto Bordonali, collegata in videoconferenza con Sondrio -, abbiamo dimostrato con concretezza la vicinanza a una realtà che nel 1987 subì una vera devastazione nel cuore del suo territorio. Nel tempo le sollecitazioni della Provincia e del sottosegretario Parolo hanno fatto sì che la Regione trovasse altre risorse per rispondere e prevenire altre criticità, ora nell’anniversario del 1987 si faranno diversi momenti di esercitazione, perché la Protezione civile è innanzitutto prevenzione».

Si comincia sabato con un’esercitazione fra Valdisotto e Valfurva: sull’Adda e sul Frodolfo verranno simulati interventi in caso di emergenza idraulica, ha spiegato il comandante della polizia provinciale Graziano Simonini, con l’impegno di duecento volontari e operatori dei vigili del fuoco. Il campo base sarà ad Aquilone, con una fase di addestramento che coinvolgerà pure vigili urbani e personale degli uffici tecnici comunali.

Domenica a Morbegno l’attenzione sarà sull’antincendio boschivo, con esercitazioni su vari scenari con l’uso di mezzi di terra e dell’elicottero della Regione, ha spiegato Stefano Marieni, coordinatore del gruppo di Protezione civile della Comunità montana di Morbegno: al lavoro volontari dei cinque enti montani e della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio, vigili del fuoco e carabinieri forestali. Per seguire le operazioni, al Polo fieristico il pubblico potrà vedere in diretta gli interventi tramite le immagini delle telecamere del sistema di videosorveglianza della Cm.

Il 21 luglio a Bormio si terrà un convegno sulle grandi frane alpine, con una sessione divulgativa e un momento di approfondimento scientifico per gli esperti. «Nella risposta all’alluvione la Valtellina è stata un modello positivo – ha commentato il presidente della provincia Luca Della Bitta –, nella Protezione civile si vedono la collaborazione fra gli enti e la specialità del nostro territorio. Nei giorni dell’alluvione e negli anni successivi abbiamo imparato e insegnato tanto sulla risposta alle emergenze, con soldi ben spesi per la gestione del territorio».

Nelle cifre delle risorse investite c’è il quadro di «un lavoro straordinario, del quale c’è da andare orgogliosi», ha sottolineato Parolo, evidenziando alcuni elementi della comunicazione fatta in giunta regionale dal presidente Roberto Maroni sugli interventi post-alluvione.

Parolo ha riepilogato gli investimenti sul Piano per la difesa del suolo, in attuazione della Legge Valtellina, con un totale di «528 milioni di euro di opere su cinque province», in tre fasi dal 1991 al 2003.

«Per la provincia di Sondrio il piano ha previsto 288 milioni di euro per 587 interventi strutturali, di cui solo tre sono ancora in corso, 419 interventi di manutenzione territoriale diffusa, tutti completati – ha spiegato il sottosegretario –. Sono stati conseguiti 46,2 milioni di economie, di cui 32,5 milioni riprogrammati per il finanziamento di 102 nuovi interventi, 44 dei quali sono conclusi».

L’elenco non finisce qui, ha rimarcato Parolo: «Vanno aggiunti circa 45 milioni complessivi – ha spiegato -, per la tutela dei versanti terrazzati, la regimazione idraulica di diverse aree di fondovalle, la messa in sicurezza della piana della Selvetta, il finanziamento di studi geologici a supporto della pianificazione comunale, il recupero e la messa in sicurezza dei boschi colpiti da incendi o dal bostrico».

Senza dimenticare l’«effetto volano» sul reperimento di altre risorse, vedi i 13 milioni sull’Accordo di programma con il ministero dell’Ambiente del 2010, gli altri fondi stanziati negli anni: totale 59 milioni fra lavori di pronto intervento, opere realizzate in seguito alle ordinanze del dipartimento della Protezione civile e progetti finanziati con il Fondo di solidarietà dell’Unione europea.

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