«Dalle istituzioni nessuna risposta  Ignorata la copertura della strada»
L’uscita della nuova statale 38 al Tartano, procedono rapidamente i lavori per lo svincolo

«Dalle istituzioni nessuna risposta

Ignorata la copertura della strada»

Il Gruppo di lavoro statale 38 ha scritto al presidente della Regione: «Frustrante anche il silenzio del sottosegretario Parolo, che ci ha negato un incontro».

Una lettera aperta sulla statale 38 tangenziale di Morbegno al presidente della Regione, Roberto Maroni. A inviarla è il Gruppo di lavoro statale 38, che mette in evidenza e chiede interventi sull’ultimo tassello mancante per la realizzazione della nuova viabilità provinciale: le misure di mitigazione a protezione dell’abitato di Campovico dove passerà la strada.

Da dieci anni i residenti sostengono un progetto di prolungamento di 143 metri della galleria di Selvapiana. «“Statale 38 finita a marzo” titolava la carta stampata di sabato 30 settembre. Ci permettiamo di correggere la notizia. Il 31 marzo 2018 la nuova statale mancherà di un pezzo, vale a dire della copertura del tracciato a monte dell’abitato di Campovico e a est del torrente Tovate - dicono i componenti del Gruppo -. Da questa interruzione esaleranno fumi e gas inquinanti che, convogliati dalle correnti d’aria che scendono dalla gola del torrente, si diffonderanno sulla piana della Bosca “investendo”, si calcola, 300 abitazioni della frazione retica (comune di Morbegno, sponda orografica destra del fiume Adda)».

Da dieci anni il territorio si batte per indurre Anas «a sanare l’errore o difetto progettuale» con un intervento il cui costo, trattandosi di una copertura leggera, è meno dello 0,5 per cento dei 220 milioni di euro dell’ammontare complessivo dell’opera (il tratto, detto tangenziale di Morbegno, che andrà da Cosio Valtellino alla foce del torrente Tartano).

Secondo i cittadini, la realizzazione della copertura sarebbe «un gesto distensivo e di risarcimento - così si è espresso il nostro sindaco - nei confronti dei residenti, per i disagi da loro patiti durante i tre anni di cantiere e per le inevitabili perdite subite dal quadro ecologico che caratterizza questo tratto della costiera retica», rimarca la presidente del Gruppo 38, Daniela Bertola.

Ma c’è una seconda ferita che brucia ancora di più per i residenti, cioè «la distanza che si è creata tra cittadini e istituzioni, nel tentativo a lungo e fiduciosamente da noi esperito di fare valere le ragioni del territorio». Il tema della copertura è stato spesso inserito all’ordine del giorno nelle adunanze della Segreteria tecnica e del Collegio di vigilanza, ma la richiesta è stata regolarmente bocciata «con giustificazioni “fotocopia”, cioè, in sostanza, con la formula “si rinvia il tutto ai prossimi anni 20, quando l’Arpa ci fornirà i tabulati dei livelli di inquinamento nel frattempo monitorati», afferma Bertola.

Sulla partita esiste anche una petizione popolare di 2100 firme che nel 2014 «l’assessore alle Infrastrutture regionale non ha dato riscontro protocollare. Una prova di indifferenza che ci ha amareggiato. Altrettanto ci ha frustrato - ancora i cittadini morbegnesi -, il silenzio del sottosegretario alla Presidenza della Regione, Ugo Parolo, che ha del tutto ignorato una richiesta di udienza presentata da una delegazione del nostro Gruppo».

Il Gruppo nella lettera inviata a Maroni conclude sottolineando che «quando saranno rimosse le transenne dagli imbocchi delle due gallerie della tangenziale di Morbegno, gli utenti della nuova superstrada, superato lo svincolo di Cosio Valtellino raggiungeranno il Tartano in soli 7 minuti di marcia regolare, sorvolando Morbegno e sollevandola dai lamentati eccessi di traffico.Strepitoso. Ma ciò non ci esime dal segnalare che il progetto esibirà anche delle cicatrici, ben visibili dopo che si saranno riavvolti i tappeti rossi. Un esito irrimediabile, signor presidente? - chiedono -. C’è un tempo supplementare per delle ragionevoli rettifiche? Restiamo a disposizione non solo dei cittadini, ma di tutti i politici di buona volontà».

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