«Così prepariamo i nuovi infermieri»  L’open day al corso
La presentazione del corso lunedì mattina nella sede di Faedo (Foto by foto gianatti)

«Così prepariamo i nuovi infermieri»

L’open day al corso

Faedo: una sessantina di maturandi all’incontro. Ora gli iscritti sono 107, anche di fuori regione. «Per una parte delle lezioni si usa la teledidattica».

Prima la presentazione del corso e, poi, la visita nelle aule, guidati dalle matricole del primo anno a fare da “ciceroni”. Una sessantina circa i maturandi del territorio, che lunedì nella sede di Faedo hanno partecipato all’open day del corso triennale di laurea in Infermieristica del dipartimento di Medicina e chirurgia della Bicocca di Milano.

Una buona partecipazione, a testimonianza di quanto alto sia tra i giovani la curiosità, ma soprattutto l’interesse nei confronti di una professione come quella dell’infermiere.

A Carmela Ongaro, coordinatrice didattica del corso e a Giovanni Monza, direttore sanitario di Asst Valtellina e Alto Lario, in rappresentanza delle due realtà, dalla cui stretta collaborazione sortisce l’unico corso universitario in Valle, il compito di fare gli onori di casa, al fianco dei tutor dei rispettivi tre anni di studi e ad una delegazione di studenti dei 107 attualmente iscritti, provenienti dalla provincia, ma anche da altre aree della Lombardia o da fuori regione.

Dall’assistenza domiciliare alla sanità pubblica, dall’hospice alle cure palliative, dalle case di riposo agli studi associati, alla libera professione: numerosi sono gli sbocchi professionali, una volta concluso il corso di laurea, presentato da Ongaro.

Con l’ausilio di slide, ha tracciato la figura dell’infermiere, «un professionista responsabile dell’assistenza generale infermieristica in grado di identificare i bisogni di salute della persona che ci si trova di fronte e della collettività, e che formula i relativi obiettivi».

Una sede universitaria, quella di via Fumagalli, che conta sulla didattica interattiva: «Una parte delle lezioni, cosiddette frontali, viene svolta qui in sede - ha spiegato Ongaro -, mentre un’altra viene seguita in teledidattica - con le nuove tecnologie - da tutte e cinque le sedi di laurea in Infermieristica della Bicocca».

Ma per entrare, indispensabile superare un test d’ammissione, in calendario il 13 settembre. Uno scoglio che, dalle reazioni in platea – oltre agli studenti dell’indirizzo socio-sanitario del Saraceno-Romegialli di Morbegno, anche maturandi liceali -, spaventa non poco, chi sta concludendo il quinquennio delle superiori.

«Se ci si prepara adeguatamente e se si è motivati, credetemi – ha assicurato – si supera il test», che si deve sostenere nella sede centrale di Milano-Bicocca e che si compone di 60 quesiti, due dei quali di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 chimica e otto relativi a fisica e matematica. «Indubbiamente è un corso impegnativo, ma lo è proprio per gli obiettivi che ci si pone» ha aggiunto passando in rassegna le materie di studio.

«Al primo anno si gettano le fondamenta del percorso, quindi anatomia, fisiologia umana, scienze infermieristiche e ostetriche, sono le discipline di studio», mentre al secondo si passano in rassegna, «metodologia clinica e ricerca», per arrivare all’ultimo step, durante il quale ci si concentra «sull’assistenza infermieristica in area critica, con materie più specialistiche per preparare lo studente ad affrontare l’ambiente di lavoro appena laureato», ma determinante per proseguire di anno in anno, «il tirocinio» in una delle cinque realtà dell’Asst.

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