«Comune unico, si chiami Bormio Stelvio»
Il pubblico che sabato sera ha seguito il dibattito al centro polifunzionale di Rasin, in Valdidentro

«Comune unico, si chiami Bormio Stelvio»

La prima proposta avanzata da Ezio Trabucchi, che ora auspica la costituzione di una commissione . «I timori di perdere l’identità di comunità? Lo stato di benessere viene prima». Sul tavolo la gestione di 68 milioni.

Potrebbe chiamarsi “Bormio Stelvio” il Comune unico dell’Alta Valle. Questa la proposta del sindaco di Valdidentro Ezio Trabucchi, promotore dell’assemblea pubblica che si è svolta sabato sera al polifunzionale di Rasin davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, con circa cinquecento persone in sala. «Bormio Stelvio – ha evidenziato Trabucchi –perché lo Stelvio è ancora maggiormente conosciuto rispetto a Bormio. A breve auspico la formazione di una commissione snella, che rediga uno studio di fattibilità che si traduca, a breve, in un atto di indirizzo politico».

Per estensione e numero di abitanti, sarebbe il primo della Provincia. Per quanto riguarda le remore di chi pensa alla perdita dell’identità del paese «il punto, a mio avviso - ha spiegato il sindaco - è fare chiarezza su cosa si intende oggi per “Comune”. Per me è lo stato di benessere il vero elemento istitutivo di una comunità inteso non solo dal punto di vista economico ma anche sociale, relazionale, culturale. Lo stato di benessere costituisce quindi il presupposto essenziale per mantenimento di una comunità di persone su un determinato territorio. Lo stato di benessere viene prima - ha rimarcato - della difesa dell’identità di una comunità. La storia, anche recente, ci insegna che vi sono state popolazioni, comunità che, non vivendo sul proprio territorio uno stato di benessere, se ne sono andate da quella realtà e si è persa l’identità di quelle popolazioni e di quel territorio. È il problema dello spopolamento delle montagne come di altre aree del nostro paese».

Il primo cittadino di Valdidentro si è detto fermamente convinto dell’opportunità, «direi anche della necessità - ha spiegato - del Comune unico dell’Alta Valle, che metta insieme quelli che sono oggi i comuni di Valdisotto, Valfurva, Bormio e Valdidentro, che sono comuni omogenei sotto un profilo territoriale, sociale, storico e culturale, e che hanno progetti importanti già condivisi e che saranno chiamati sempre più ad affrontare, e possibilmente risolvere, problemi che ci accomunano. Gli attuali Comuni - ha rassicurato - diventeranno, nel caso, le frazioni del Comune unico, le frazioni attuali diventeranno le località, insomma manterremo tutti i nomi anche delle nostre zone, da Teregua a Gotrosio, da Combo a San Carlo».

Ma il Comune unico è comunque necessario «per le sfide future del nostro comprensorio. «I prossimi anni - ha commentato Trabucchi - saranno ancora più difficili rispetto a quelli passati ma saranno anche carichi di straordinarie opportunità, con una disponibilità credo irripetibile di risorse e finanziamenti per lo sviluppo socio-economico del nostro territorio».

Tra le sfide e problemi aperti la gestione dei fondi e dei progetti legati alla strategia delle “aree interne” (circa 68 milioni di euro), la necessità di un sostegno ancora più efficace per l’economia locale, l’adeguamento delle politiche sociali rivolte soprattutto agli anziani e ai giovani, la sanità di montagna, il crescente abbandono nella cura dei terreni agricoli, la fragilità dal punto di vista idrogeologico, i rapporti con il parco Nazionale dello Stelvio, la limitata accessibilità del comprensorio e poi acqua, A2A e rinnovo delle concessioni.

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