Comune rinnovato: «Ribasso del 15%  e lavoratori locali»
Il municipio di Ponte in Valtellina in una veste rinnovata

Comune rinnovato: «Ribasso del 15%

e lavoratori locali»

Cerimonia per la nuova veste del municipio Il sindaco: «Opera iniziata nel 2015, siamo soddisfatti Abbiamo lavorato in anni difficili ma ce l’abbiamo fatta»

Nel periodo fascista è stato la “Casa del Fascio”, poi dopo la guerra, struttura di svago (gioco delle bocce, sala da ballo cinematografo), nel 1956 è diventato di proprietà comunale e, quindi, il municipio di Ponte in Valtellina. E oggi lo è ancora in una veste rinnovata, inaugurata sabato con una cerimonia ravvivata dall’intermezzo musicale dell’Orchestra Maurizio Quadrio dell’Istituto comprensivo di Ponte.

Parliamo della casa comunale, la cui riqualificazione costata 700mila euro di cui 260mila euro reperiti con l’accensione di un mutuo, i restanti con fondi di bilancio accantonati negli anni. «Mi hanno insegnato che il denaro pubblico va gestito meglio che a casa propria - ha esordito il sindaco, Franco Biscotti -, per cui ho ritenuto importante informare i cittadini, con questa inaugurazione, di quanto è stato fatto».

Prima della benedizione della rinnovata casa comunale da parte del parroco, don Giuseppe Scherini l’amministrazione comunale ha voluto aggiungere anche la presentazione del nuovo servizio di fontanello di acqua naturizzata di Secam - presente il presidente Alfio Sciaresa - collocato di fianco al municipio. A differenza degli altri Comuni, dove serve una smart card per accedere al servizio pur gratuito, a Ponte chiunque potrà prelevare l’acqua. «Ho sempre pensato che bastassero le fontane che abbiamo sul territorio - ha detto Biscotti -, ma con il fontanello offriamo un servizio in più con acqua gratuita per tutti».

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