Aveva l’ala fratturata, un’aquila ferita  salvata nei boschi di Grosio
L’aquila ferita e salvata a Grosio

Aveva l’ala fratturata, un’aquila ferita

salvata nei boschi di Grosio

È stata trovata nella pista da Vernuga a Migiondo. Ora viene curata nel centro di Ponte.

Era a terra, immobile tra le frasche. La frattura ad un’ala - che si era procurata chissà come - le impediva di riprendere il volo. E così questa povera aquila rischiava seriamente di finire vittima di qualche altro animale. Una coppia di coniugi grosini, fortunatamente, è arrivata però in suo aiuto. Nei giorni scorsi, marito e moglie che stavano camminando lungo la pista che porta dalla frazione grosina di Vernuga a quella sondalina di Migiondo hanno visto a terra la “regina dei volatili”. L’aquila era ferma, spaventata tra gli arbusti. E i due coniugi non hanno avuto il minimo dubbio su cosa fare.

«Avevamo paura che una volpe potesse mangiarla perché era evidente che l’aquila non sarebbe riuscita a difendersi, visto che riusciva a muovere solamente la testa - raccontano i suoi soccorritori -. Non sapevano chi avvisare per recuperarla e farla curare e così abbiamo telefonato al Parco nazionale dello Stelvio. Anche qualche altra persona prima di noi aveva visto il rapace a terra ferito, ma l’aveva scambiato per una poiana».

Una volta recuperata, l’aquila è stata portata al centro faunistico provinciale di Ponte nel quale viene curata da personale specializzato nel seguire la fauna selvatica ferita o in difficoltà. Qualche anno fa, ad esempio, fu portato in questo centro anche un cucciolo di stambecco, trovato stremato fra la neve in Valgrosina.

«Abbiamo poi telefonato al centro per sincerarci delle condizioni dell’animale- raccontano i suoi salvatori-. e abbiamo saputo che le era stata diagnosticata la frattura di un’ala». Ora l’aquila viene curata dagli specialisti di Ponte: quando potrà tornare a volare sarà rilasciata nei cieli della Valtellina. Nel giro di pochi anni è la seconda aquila che viene ritrovata nel territorio grosino. Un paio di anni fa, nel periodo delle feste natalizie, infatti, sopra Fusino in Valgrosina ne era stata trovata un’altra, ma era morta per avvelenamento da piombo, come dimostrarono gli accertamenti ai quali fu sottoposta.

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