Atroci violenze in paese contro i gatti  La Lav: «Usati i cappi da bracconieri»
Alcuni lacci armati ripresi dalla Lav sotto un tetto, luoghi di passaggio abituali dei gatti

Atroci violenze in paese contro i gatti

La Lav: «Usati i cappi da bracconieri»

Cosio Valtellino: ritrovati alcuni felini lasciati appesi a una grondaia vicino alla scuola primaria. L’autopsia all’istituto zooprofilattico ha confermato: «Gli animali sono morti tra le sofferenze».

Lacci in acciaio con cappio a scorrimento per la cattura della fauna selvatica, sistemati tra ringhiere, cornicioni in punti di passaggio di gatti domestici, in contesto urbano. Trappole vietate, da bracconieri, rilevate da alcuni cittadini insieme agli animali che si volevano colpire, dei gatti rinvenuti seviziati e pare restati anche esposti inanimati nei pressi di un cornicione come macabri trofei per più giorni.

A Cosio Valtellino, zona scuola primaria, i proprietari che avevano perso le tracce dei propri micetti hanno chiamato la Lav, Lega antivivisezione con il nucleo di volontari di Sondrio per segnalare «sparizioni ed episodi inquietanti». E la Lav interviene a raccogliere testimonianze e prove, arrivando a Cosio, scattando foto dei cappi, alcuni “armati” altri “disarmati” e recuperando anche la carcassa di un gatto che è poi stata fatta esaminare per una indagine autoptica all’Istituto zooprofilattico di Sondrio. Lav che ha anche raccolto nelle strade e tra le impressioni della gente un po’ di timore, persone che denunciano l’accaduto ma non vogliono esporsi con il proprio nome. Questo avveniva alla fine della scorsa settimana, ieri l’istituto zooprofilattico ha fornito i referti degli esami e dalla Lav vengono avanzate ipotesi.

«Ci sono pervenute segnalazioni e abbiamo effettuato degli accertamenti - hanno chiarito i veterinari - ci erano state riportate voci di cappi posizionati persino vicino alle scuole del paese, con i corpi dei gatti senza vita che potevano essere visti dai bambini. E questo se venisse accertato sarebbe già in sé un fatto molto diseducativo e aberrante. Chi toglie la vita ad un animale, e lo fa oltretutto con questi mezzi, con queste intenzioni è una persona con una mentalità deviata, i suoi gesti e le malefatte non dovrebbero turbare personalità sensibili e delicate come ragazzini in età scolare. Arrivati sul posto - è stato confermato - abbiamo fotografato di sera dei cappi in acciaio, altri sono stati fotografati successivamente. La carcassa di un animale ritrovato morto nei pressi è stata da noi prelevata e portata allo zooprofilattico per accertamenti. Il referto appena ricevuto parla di un animale “morto tra atroci sofferenze, dovute alla fortissima compressione della parte addominale con emorragie interne e arresto cardiocircolatorio”. Compressione tipica di un laccio, questo animale ha sofferto in una maniera indicibile. Abbiamo iniziato a segnalare l’episodio alle autorità competenti».

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