Arriva don Ilario: «Siamo in famiglia  Pregate per me»
Don Ilario Gaggini durante una celebrazione

Arriva don Ilario: «Siamo in famiglia

Pregate per me»

Grosio, il prete ha scritto ai suoi nuovi parrocchiani: «Vi confesso le mie incertezze per questo incarico, sia per chi mi ha preceduto sia per la mia debolezza».

Il nuovo parroco di Grosio don Ilario Gaggini, nato a Traona,59 anni il prossimo 23 ottobre, farà domani pomeriggio alle 16 l’ingresso nella sua nuova comunità parrocchiale. Ma nell’attesa è già entrato in contatto con i suoi nuovi fedeli. Il sacerdote, che giunge da Ardenno, ha scritto infatti una lettera aperta ai grosini nel supplemento del bollettino parrocchiale.

«Mi piacerebbe cominciare come ho finito ad Ardenno, cercando di abbracciare, accogliere ogni persona, quelli che frequentano e anche quelli che si sentono un po’ lontani. Mi sento responsabile di ciascuno e di tutti. Mi piacerebbe che questa lettera fosse accolta così com’è, senza calcoli, non troppo studiata, pesata, esce dal cuore. Vorrei dirvi tante cose, comincio col bene che vi voglio. È un ben sofferto per chi lascio (ad Ardenno c’è stata una raccolta firme per trattenerlo, il Comune gli ha conferito la cittadinanza onoraria,Nda). È un bene immaturo perché non conosco né i vostri nomi né i vostri volti, ma posso assicurarvi che dal giorno in cui ho accettato di essere prevosto di Grosio e di Ravoledo ho cominciato a pregare per voi».

Don Ilario ammette la preoccupazione: «Vi confesso la paura e il timore grande nell’accettare questo incarico sia per le figure che mi hanno preceduto sia per la bellezza e la ricchezza che so essere presenti nelle nostre comunità, ma soprattutto perché cosciente della mia debolezza. Per questo vi chiedo la vostra preghiera. Sono profondamente convinto che la preghiera vera, fatta da persone che si vogliono bene ha il potere di far cambiare le cose e di fare miracoli. Vi chiedo di non lasciarmi solo. Siamo in famiglia e in famiglia ci si appoggia sempre, ci si corregge, a volte si litiga, ma si continua a volersi bene, nonostante tutto».

Una missiva a cuore aperto: «In tutte le comunità in cui finora sono vissuto, ho sempre ricevuto molto di più di quanto sono stato capace di fidare. Ho accetto di venire fra di voi perché ho sentito forte che questa era la volontà di Dio, che questa è la sua chiamata. Grazie a don Renato che in questi anni vi ha amato davvero. Esprimo una gratitudine particolare a don Ezio, a don Bartolomeo, a don Andrea e a don Filippo che in questi mesi hanno sostenuto il peso, la fatica, di portare avanti il lavoro pastorale. Con loro vorrò camminare in piena comunione. Un ultimo saluto ai malati, a chi è solo, a chi ha un dolore nel cuore. In me voglio ci sia uno spazio speciale per voi e sarà mio desiderio e mia preoccupazione conoscervi, incontrarvi».

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