Appalti pubblici a chilometro zero  «Così rilanciamo l’economia locale»
Paolo Panizza, Andrea Lorenzini, Giuseppe Rusconi, Bruno Di Giacomo Russo, Davide Tarabini

Appalti pubblici a chilometro zero

«Così rilanciamo l’economia locale»

Presentata da Confartigianato imprese la proposta di regolamento rivolto agli enti . «Nell’assegnare i lavori vanno premiate le aziende locali con capacità economiche e tecniche».

«Vogliamo favorire l’incontro fra esigenze delle amministrazioni e imprese che conoscono a fondo il territorio: lo faremo partendo da un regolamento che presentiamo agli enti locali, chiedendo di seguirlo». Ieri a Chiavenna si è parlato di “Codice degli appalti”. Obiettivo delineato dal vicepresidente provinciale di Confartigianato Andrea Lorenzini la promozione degli “appalti a km zero”.

«Gli enti locali in Valchiavennna hanno una notevole capacità nel reperimento di risorse per realizzare opere pubbliche - è stata la premessa del rappresentante degli artigiani, che in Valchiavenna rappresentano seicento aziende, di cui circa 120 legate all’edilizia -. Purtroppo l’80% di questi fondi esce dai confini della provincia di Sondrio, perché i lavori vengono effettuati da imprese provenienti dall’esterno». L’obiettivo è chiaro: fare in modo di mantenere in provincia le risorse stanziate.

«Con questo regolamento chiediamo alle amministrazioni locali di prevedere delle modalità di assegnazione dei lavori in grado di premiare le capacità delle aziende locali, sulla base della conoscenza del territorio e delle garanzie che sanno offrire alla stazione appaltante come Comune o Cm - ha spiegato Lorenzini -. Il principio che deve valere è quella rotazione fra le società iscritte alla sede di Sondrio della Camera di commercio». Per comportare dei benefici concreti, il regolamento dovrebbe essere applicato dagli enti locali. Lorenzini ha citato alcuni punti: «Ad esempio riteniamo indispensabile la presentazione, da parte delle imprese, di un’approfondita documentazione legata alla località dove si svolge il lavoro». In sala erano presenti alcuni amministratori locali in rappresentanza della Provincia e di alcuni Comuni, ma non si sono visti molti tecnici: c’era solo quello di Samolaco. Un segnale che non può essere sottovalutato.

«Ora tocca alle amministrazioni e agli uffici competenti il compito di rispondere alla nostra richiesta di applicare queste regole - ha aggiunto Lorenzini -. Dispiace non avere osservato già in quest’occasione la presenza della Comunità montana. I dettagli operativi verranno presentati entro la fine di ottobre ai tecnici comunali e agli amministratori della zona». A quel punto si potrà capire quali sono i reali spazi di manovra. Intanto l’avvocato Giuseppe Rusconi, uno dei massimi esperti in materia di appalti pubblici e consulente presso le principali stazioni appaltanti nazionali, si è soffermato sulla normativa. «Vogliamo dare agli enti uno strumento operativo e concreto che riesce a coniugare i principi comunitari e quelli scritti nel codice con le realtà locali». Alberto Pasina,segretario di Confartigianato, ha chiesto ai sindaci «di approvare entro un mese una delibera d’indirizzo a supporto della nostra proposta, con un atto di coraggio politico, che non significa approvare il regolamento, ma condividerne lo spirito». Il sindaco di Prata Camportaccio Davide Tarabini ha accettato, mentre il vicesindaco di Chiavenna Davide Trussoni ha formulato una proposta concreta. «La stazione unica di committenza a livello locale è centrale per il futuro degli appalti».

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