All’uscita da scuola con pettorina gialla  Primo giorno da soli per gli studenti
Primo giorno di uscita da scuola da soli per gli alunni di quarta e quinta della Damiani (Foto by Foto Sandonini)

All’uscita da scuola con pettorina gialla

Primo giorno da soli per gli studenti

Inaugurato ieri pomeriggio alla Damiani di Morbegno il progetto di autonomia degli alunni dalla quarta. Al suono della campanella tutti pronti a tornare a casa.

A scuola si va da soli. Lo preferiscono bambini e genitori quando i piccoli crescono, dalla quarta elementare in su, anche prima se il tragitto casa-scuola è breve e non presenta particolari insidie.

La circolare che impone a tutti i genitori degli studenti fino a 14 anni di età di andare a ritirarli all’uscita da scuola ha sollevato, da qualche settimane, un aspro dibattito. Si sono mobilitati presidi, insegnanti, genitori per spingere il Miur a ritornare sui suoi passi e un primo, significativo risultato c’è, come precisato ieri dal dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Damiani, Marco Vaninetti, in occasione dell’avvio del progetto “A scuola ci andiamo da soli”. «C’è un emendamento approvato in questi giorni che ha firmato anche il senatore morbegnese Mauro Del Barba - ha detto il preside - che esonera la scuola dalla responsabilità connessa all’obbligo di vigilanza». A precisare meglio è lo stesso Del Barba: «L’emendamento è passato in commissione Bilancio della Camera lunedì scorso e riguarda tutti i minori di 14 anni frequentanti le scuole dell’obbligo, non credo - ha aggiunto - che ci saranno ostacoli a una piena approvazione del Parlamento». In attesa dunque che la modifica entri in vigore a tutti gli effetti molte scuole si sono organizzate.

Lo ha fatto la Damiani con un progetto elaborato con la collaborazione del Comune di Morbegno e finalizzato al graduale sviluppo dell’autonomia del bambino nel muoversi all’interno della città. Diverse le azioni adottate: dalla dotazione della pettorina gialla catarifrangente (sponsorizzata dalla ditta Croma) alle lezioni in classe di educazione stradale tenute dagli agenti del Servizio di vigilanza mandamentale, fino alle uscite sul territorio per imparare a leggere la segnaletica e muoversi con prudenza anche nei punti che presentano più problemi legati alla sicurezza come gli incroci stradali o le vie maggiormente trafficate. «Purtroppo a causa della carenza dei volontari ausiliari del traffico, non possiamo più garantire un presidio continuativo fuori dalle scuole - ha sottolineato il comandante dei vigili di Morbegno, Paolo Tarabini - da qui l’esigenza di potenziare gli interventi di educazione sulla sicurezza nelle classi e migliorare l’approccio alla mobilità dei ragazzi su tutto il territorio».

Nelle aule il progetto è stato sviluppato con un metodo interdisciplinare: «In italiano abbiamo ampliato la conoscenza del lessico - così le insegnanti - parlando di divieti, prescrizioni, colpa, responsabilità; in inglese abbiamo scoperto che i cartelli stradali sono internazionali e non cambiano se passiamo il confine, mentre in geografia abbiamo realizzato la mappatura del territorio evidenziando le strade, le piste ciclabili, i marciapiedi per capire che ogni servizio ha un suo specifico utente». Il dirigente ha invitato i ragazzi di quarta e quinta primaria, quelli per il momento coinvolti nel progetto, ad indossare sempre il casco quando si spostano da un punto all’altro della città in bicicletta e ha consigliato di portare la pettorina anche fuori dai tragitti scolastici. «È un’accortezza in più che potete adottare per la vostra sicurezza soprattutto in questo periodo dell’anno quando già nel tardo pomeriggio si riduce sensibilmente la visibilità».

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