«Al Sant’Antonio serve un gestore»
Confermata la regia artistica delle tre associazioni musicali, ora serve un gestore per la struttura

«Al Sant’Antonio serve un gestore»

Morbegno, lo ha ammesso in commissione l’assessore D’Agata, elencando i disservizi durante la scorsa stagione. La minoranza apprezzando la sincerità: «Siamo d’accordo che serva un soggetto capace di curare l’auditorium».

Il Comune di Morbegno anche quest’anno affida la gestione dell’auditorium nel corso della stagione artistica (che si è aperta il 22 settembre per chiudersi il 14 luglio dell’anno prossimo) all’orchestra Antonio Vivaldi, al Quadrato magico e alla Filarmonica morbegnese, ma sta pensando a un ulteriore affidamento per la custodia e il controllo della sicurezza del Sant’Antonio nel corso di tutto l’anno.

La proposta è stata presentata martedì sera in commissione consiliare dall’assessore alla Cultura, Claudio D’Agata, che ha rimarcato da una parte la «bontà della stagione artistica 2016 che ci ha fatto replicare, all’interno del nostro atto di indirizzo che sarà presentato in consiglio comunale, l’affidamento del calendario 2017 e quindi della gestione del Sant’Antonio durante gli spettacoli in cartellone agli stessi tre soggetti che hanno portato ottimi risultati l’anno passato». Al tempo stesso, però, l’assessore ha ammesso alcune difficoltà l’anno scorso «sul fronte custodia dell’auditorium, problemi sul fronte riscaldamento o controllo della strumentazione - ha detto -, quindi stiamo valutando di affidare la custodia e la sicurezza degli spazi a un soggetto terzo, che dovrà essere sempre presente a tutte le iniziative per occuparsi dell’apertura e chiusura dei locali, del servizio di service audio, che acquisteremo e metteremo a disposizione eccetera».

Dal canto suo la minoranza in commissione, per voce di Cristina Bertarelli, criticando la scelta dell’amministrazione comunale di presentare pubblicamente la stagione artistica prima della discussione nelle sedi istituzionali, «dando quindi poco peso a commissioni e consiglio comunale», ha sottolineato il suo apprezzamento per «l’onestà e l’ammissione dell’assessore sullo stato di incuria degli spazi, dalla pulizia al mancato funzionamento dei microfoni, dal servizio di service alle poltroncine mancanti in prima fila».

Insomma, ha affermato Bertarelli, «l’assessore ammette con un anno di ritardo quello che più volte avevamo sottolineato, rimarcando così la responsabilità oggettiva della mancanza di un soggetto specializzato per questi aspetti specifici e fondamentali. È un bene quindi che torni sui propri passi e corregga il tiro di una scelta sbagliata che si poteva modificare da tempo ascoltandoci».

Sottolineature queste che D’Agata ha raccolto, «accettando le critiche - ha replicato - ma non sulla mancata attenzione a commissioni o consiglio: la stagione è stata presentata prima che nelle sedi preposte per questioni di tempi stretti ed esigenze di date che dovevano essere inserite subito in calendario. Con la convenzione con il nuovo soggetto, invece, che definiremo a breve, sono sicuro che si rimedierà a queste problematiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA