Agroalimentare, una scuola in Valle all’Itas Piazzi
Il corso si propone di formare tecnici qualificati in una dei settori chiave della provincia

Agroalimentare, una scuola in Valle all’Itas Piazzi

Presentato nella sede di Confindustria a Sondrio il nuovo corso per tecnici della filiera di settore. Un’alternativa alla proposta universitaria dopo il diploma - «Importante passo avanti nell’offerta formativa».

Una nuova proposta formativa che possa dare ulteriore impulso al settore agroalimentare, già uno dei comparti guida nell’economia locale, e possa rappresentare per i giovani un’opportunità lavorativa di qualità nella loro terra d’origine: è stato presentato, nella sede di Confindustria Lecco e Sondrio, il nuovo corso Its (Istituto tecnico superiore) per tecnico superiore specializzato nella valorizzazione dell’innovazione nella filiera agroalimentare, nel controllo qualità e nella gestione della produzione.

Proprio gli istituti tecnici superiori sono percorsi di istruzione terziaria che costituiscono dunque un’alternativa alla proposta universitaria dopo il diploma di scuola secondaria di secondo grado, sviluppati sul modello formativo duale tedesco che rispondono alla richiesta di competenze qualificate e ad alto contenuto innovativo: in particolare, questi istituti puntano a formare i cosiddetti “tecnici intermedi”, cioè quei profili tecnico-specialistici capaci di ricoprire ruoli di responsabilità in ambito produttivo-tecnico. E, ovviamente, la scelta per l’istituto tecnico superiore che prenderà il via nell’autunno del prossimo anno e che avrà sede all’agrario di Sondrio, è ricaduta sul sistema agroalimentare, che potrà poi fornire molte possibilità di impiego ai giovani che sceglieranno questo percorso formativo. Un percorso che prevede una stretta integrazione con il sistema delle imprese: oltre ai soci fondatori della Fondazione Istituto tecnico superiore per l’innovazione del sistema agroalimentare è fondamentale l’adesione al progetto, in qualità di partner, di varie aziende locali come Alpes, Casa vinicola Pietro Nera, Coam Industria alimentare, Crotasc, Invitti Grappa, Emilio Mauri, Paganoni distribuzione alimentare, Pastificio di Chiavenna, Salumificio Panzeri, Special Coffee, Vibar Nord e Vis.

Il corso si propone di formare tecnici che operino nelle filiere di produzione dei comparti agrario e di trasformazione agro-industriale, collaborino alla progettazione di interventi nell’ambito delle produzione agro-alimentari, gestiscano i cicli di lavorazione e le procedure di controllo delle macchine e dei sistemi tecnologici, coadiuvino nell’analisi delle produzioni e dei prodotti, promuovano l’innovazione di processi e prodotti e collaborino con la struttura amministrativa nell’organizzazione delle risorse umane e nella gestione del materiale.

«Si tratta di una proposta formativa innovativa - ha evidenziato Emilio Mottolini, vicepresidente di Confindustria - che si colloca in una provincia dove attualmente non è disponibile un’offerta universitaria per chi desidera intraprendere un percorso di studi al termine dell’istruzione secondaria. L’iniziativa è importante per innalzare il livello delle professionalità necessarie allo sviluppo di una filiera di rilevanza centrale e contribuisce a trattenere i giovani talenti sul territorio dando loro prospettive nuove e stimolanti».

«Il progetto - ha affermato Maurizio Gianola, dirigente scolastico dell’Itas Piazzi - rappresenta un passo avanti significativo verso un miglioramento dell’offerta formativa rivolta ai nostri ragazzi. L’istituzione di un Istituto tecnico superiore aggiunge alla già ricca offerta formativa dell’agrario un ulteriore spazio di professionalizzazione e di incremento delle competenze in uno dei settori più vitali e significativi della provincia: il settore agro-alimentare».

«L’iscrizione al corso, per la quale è prevista una selezione, sarà possibile non solo per i giovani della Valle, ma anche per quelli provenienti da altre zone - ha concluso Giulio Sirtori, direttore generale di Confindustria -. Penso in particolare ai ragazzi del territorio che fa capo a Lecco, dove la tradizione in questo settore è comunque molto sviluppata». Il settore in provincia conta su 2650 imprese che rappresentano il 19% totale delle aziende e danno lavoro a circa seimila addetti (l’11% del totale).

ll corso Its, tecnico superiore specializzato nella valorizzazione dell’innovazione nella filiera agroalimentare, nel controllo qualità e nella gestione della produzione prenderà il via a settembre 2018 in corrispondenza con l’avvio del prossimo anno formativo. Prima di quella data la Fondazione Istituto tecnico superiore per l’innovazione del sistema agroalimentare, che avrà sede all’agrario di Sondrio, si costituirà ufficialmente come soggetto che acquisirà personalità giuridica mediante l’iscrizione nel registro istituito alla Prefettura e nei messi precedenti all’avvio del corso si dedicherà a varie attività di orientamento destinate agli studenti. Affinché il corso (finanziato da Unione Europea-Fondo Sociale Europeo, ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Regione Lombardia, ente che ha indetto il bando) venga attivato, è necessaria l’iscrizione di almeno 20 studenti in possesso di un titolo di studi quinquennale.

La proposta formativa prevede una durata complessiva di due anni, con mille ore per ciascuna annualità di cui 400 all’anno di tirocinio. Caratteristica peculiare degli Its è la forte integrazione con il sistema delle imprese, sia dal punto di vista della progettazione della figura professionale in uscita, sia della docenza, affidata almeno per la metà a tecnici aziendali e a professionisti. I corsi prevedono inoltre un’attività di stage aziendale, alla quale sono dedicate oltre 600 ore nei due anni di corso, e rilasciano al termine un diploma riconosciuto a livello nazionale ed europeo al 5° livello del sistema Eqf.

Come detto, sede legale della Fondazione ed ente di riferimento sarà l’agrario di Sondrio, mentre il coordinamento è affidato a Confindustria. «Ancora una volta - sottolinea il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva - fra i numerosi partner che partecipano al progetto dobbiamo ringraziare in primo luogo le imprese. L’adesione convinta di un numero così significativo di interlocutori che rappresentano mondi diversi sottolinea la levatura di un’iniziativa importante per il territorio della provincia, ma anche per quello che fa capo a Lecco, che si innesta su una lunga e prestigiosa tradizione legata alla filiera agroalimentare valorizzandola con un progetto articolato».

Soci fondatori della Fondazione, oltre ai due soggetti già citati sono Pfp Valtellina, Università degli Studi di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Fojanini, Bresaole Del Zoppo, Icam, la cooperativa sociale Il Sentiero, Latteria Sociale di Chiuro, Latteria Sociale Valtellina, salumificio Mottolini, Melavì, la Provincia di Sondrio, i Comuni di Morbegno e Albosaggia, la Camera di Commercio di Sondrio, Confcooperative dell’Adda, il Collegio periti agrari e periti agrari laureati di Sondrio, Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, Fondazione Credito Valtellinese, Ecole-Enti Confindustriali lombardi per l’Education, Coldiretti Sondrio, fondazione Luigi Clerici e Iis P.a. Fiocchi di Lecco.

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