Acqua e contatori, tempo di verifiche  Secam: «C’è ancora molto da fare»
La sede di Secam in via Vanoni a Sondrio

Acqua e contatori, tempo di verifiche

Secam: «C’è ancora molto da fare»

A Bormio la media annua dei consumi è di 700 metri cubi, Sondrio scende a 150. «Ma la grande maggioranza delle domande di installazione in Alta Valle arriva da non residenti».

Forti consumi e poche richieste di installazione da parte dei residenti. In Alta Valle secondo Secam c’è ancora molto da fare per risolvere la questione dei contatori dell’acqua, a fronte di dati elevati sull’utilizzo: a Bormio la media annuale del consumo d’acqua potabile supera i 700 metri cubi per utenza, mentre i sondriesi si fermano a 150 metri cubi, e la grande maggioranza delle domande di installazione arriva dai non residenti.

Dell’argomento si è parlato martedì sera a palazzo Pretorio, nel corso di una seduta della commissione Bilancio cui hanno preso parte i rappresentanti di Secam e Aevv, le aziende partecipate dal Comune: l’argomento era la situazione generale delle due società, in vista della preparazione di una serie di provvedimenti legati alla legge Madia, ma nel dibattito c’è stato spazio anche per le domande dei consiglieri comunali, con richieste di chiarimenti su diversi temi specifici.

E l’attenzione, dopo le furiose polemiche dei mesi scorsi, si è soffermata anche sui costi del servizio idrico integrato e sulla questione dei contatori. «I dati mostrano che i costi del servizio idrico integrato in provincia di Sondrio sono contenuti rispetto ad altre realtà – ha rimarcato il presidente di Secam Alfio Sciaresa – e la qualità del servizio è fra le migliori in Italia, secondo le analisi di organismi indipendenti. Noi valtellinesi però abbiamo forse una percezione un po’ particolare dell’acqua, tendiamo probabilmente a darla per scontata visto che il territorio ne è ricco. E fanno pensare anche i dati del consumo pro capite annuale, che vedono la provincia nelle posizioni di coda delle classifiche, con dati fra i più elevati in Italia».

In base al piano d’ambito, come noto, entro il 2019 i contatori dovranno essere installati su tutte le utenze, partendo da una situazione in cui «oltre 41mila utenze ne erano sprovviste, quando Secam ha preso in mano la gestione del servizio idrico, nonostante siano obbligatori dal 2006», ha ricordato il direttore dell’azienda Andrea Mariani rispondendo alle domande dei consiglieri comunali.

Dall’autunno del 2015 in poi l’azienda di proprietà degli enti pubblici ha lanciato una campagna per la posa dei contatori e i risultati ci sono, ha sottolineato Mariani, ma non dappertutto: «Da Bormio arrivano richieste di installazione, ma veramente pochissime sono di residenti – ha spiegato il direttore di Secam –, la maggior parte riguarda le seconde case. Ma se guardiamo i dati del consumo si notano numeri molto superiori alla media provinciale, oltre 700 metri cubi contro 150 circa, e i sistemi di controllo evidenziano spesso come l’acquedotto di Bormio eroghi più acqua di quello di Sondrio. Il consumo presunto addebitato alle utenze senza contatore è di 153 metri cubi, lo sappiamo, ma segnalo che a Belluno il gestore, pubblico, a chi non ha il misuratore applica un consumo forfettario di 250 metri cubi».

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