Sono innocente. Sono accusato di cose di cui non so neanche nulla: io con quegli incendi non c’entro proprio un bel niente». Luigi Fazzolari, il medico e dentista chiavennasco accusato di ben 22 incendi dolosi, ha rispedito al mittente ogni addebito. Esaurita la lunga lista dei testimoni da sentire, ieri il protagonista assoluto del processo a suo carico è stato proprio lui: l’imputato.
Per oltre un’ora, assistito dall’avvocato Giuseppe Romualdi, si è sottoposto senza battere ciglio al fuoco incrociato dei giudici e del pubblico ministero. Alle richieste di precisazione su ognuno degli episodi contestati, la risposta è sempre stata più o meno la stessa: «No, non c’ero. Quella sera non ero lì. Mi spiace, ma non so proprio niente». E di fronte all’insistenza dei magistrati non ha esitato a tirare l’ultima stoccata: «Ma come? I carabinieri mi hanno intercettato e pedinato per mesi: certamente se fossi stato io mi avrebbero preso sul fatto».
Terminata la sua deposizione, il medico ha potuto tornare a Firenze, dove da dopo l’arresto vive da una sorella. Assolutamente libero.
Adesso i giudici, il pm e gli avvocati hanno tre settimane di tempo per riordinare le idee, poi, nell’udienza del 6 novembre, si passerà alla fase della discussione e, molto probabilmente, della sentenza.
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