«Fermate i lavori per la posa dei tubi del gas. Teniamoci l’energia elettrica che si produce nelle nostre valli, noi vi lasciamo il metano». E’ il senso della petizione lanciata da Eugenio Nonini con il “Comitato del gas cotto”. E’ evidente la volontà di riferirsi ai lavori del gasdotto, opere che secondo il fondatore dell’associazione Arare, promotore di numerose campagne in difesa degli animali e dell’ambiente montano, non porteranno benefici alla Valle Spluga. «Chiediamo di sospendere i lavori finalizzati alla posa dei tubi necessari al trasporto del gas da Chiavenna a Campodolcino - scrive Nonini nel testo della petizione, inviata all’azienda che vende il gas e alle istituzioni locali, regionali e nazionali -. E’ invece preferibile puntare sulla riduzione del prezzo dell’energia elettrica. Il denaro risparmiato per gli scavi potrà essere investito in modo migliore. E non vanno dimenticati i disagi, inevitabili quando si realizzano questi interventi sulle nostre strade». Niente gas in Valle Spluga, insomma, perché alla popolazione e alle aziende della zona basta la corrente prodotta con le acque della “Val di giust”. «Ho deciso di rivolgermi alle istituzioni per proporre un ragionamento serio e concreto, soprattutto in tempi difficili per l’economia. I moduli per la raccolta delle firme saranno presto disponibili in tutta la vallata e sono certo che non mancherà il sostegno dei convalligiani».
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